I Buoni spesa nella Capitale arrivano sull’App. Raggiungere i cittadini che hanno diritto ai sostegni economici è una sfida per i Comuni

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Troppo facile indossare la fascia tricolore solo quando va tutto bene. Il valore di un sindaco si vede nei momenti di difficoltà e, dopo che il Governo ha fornito le risorse necessarie per garantire il cibo a chi non riesce più neppure a fare la spesa, sono ora i sindaci a dover trovare in fretta il sistema per individuare i destinatari dei buoni alimentari. Troppe le lamentele che arrivano da troppe città d’Italia. Occorre agire. A supportare le amministrazioni più in affanno del resto è intervenuta anche l’Anci, che ha predisposto delle “mini guide” per l’applicazione delle disposizioni ministeriali relativamente proprio ai buoni spesa. In Umbria ad esempio l’Associazione dei Comuni ha predisposto dei fac-simile per i vari atti. A Bologna e in altre città è stato messo online l’avviso pubblico con le modalità per richiedere i buoni spesa per l’acquisto di alimenti, prodotti per l’igiene personale e della casa. E a Roma la sindaca Virginia Raggi ha predisposto direttamente un’App, con consegna immediata dei buoni sul telefono. Non c’è più spazio dunque per le lamentele. E occorre pure fare attenzione che gli aiuti a chi ha bisogno non finiscano nelle mani della malavita. A denunciare la vendita dei buoni è stato il sindaco di Gravina in Puglia, in provincia di Bari. “Anche questo avviene in alcune parti d’Italia e anche su questa miseria prolifera la mafia”, ha dichiarato il presidente della commissione antimafia Nicola Morra.