I migranti in fuga sono ragazzini. A Confessione reporter il vero dramma degli sbarchi. Stella Pende racconta l’immigrazione sconosciuta

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Confessione Reporter racconta in seconda serata su Retequattro l’immigrazione più segreta e più dolorosa: quella degli adolescenti. “Pochi sanno che nelle ultime ondate di migranti, la maggior parte di loro sono ragazzini dai 14 ai 18 anni”, racconta Stella Pende, la conduttrice del programma di Retequattro, che aggiunge: ”Sono giovani che scappano dalla fame, dalla guerra e dalla corruzione. Da padri conquistati dai fondamentalisti islamici, dall’impossibilità di studiare per darsi un futuro”.
Nelle loro commosse testimonianze il racconto di una fuga dall’orrore, documentato dallo speciale in onda sulla rete diretta da Sebastiano Lombardi.
“Gli immigrati-ragazzini scappano da Senegal, Gambia e Niger – continua la Pende – fermandosi di Paese in Paese a lavorare 18 ore al giorno. Ad ogni tappa guadagnano quel poco che gli servirà per arrivare in Europa. Ma in ogni Paese trovano ad attenderli violenza, torture, furti di documenti, attacchi della polizia alle frontiere. Arrivati in Niger, ecco 1.000 chilometri di deserto. In mezzo alle dune, almeno la metà di loro morirà di sete e di stenti. Giunti in Libia trovano l’inferno: gli arabi odiano i neri. A Tripoli ancora umiliazioni e galera. Molti ragazzi muoiono fra le sbarre, altri spariscono. Pochi arrivano sui pescherecci bucati degli scafisti”.
Quali potrebbero essere le contromisure per frenare questi massacri?
“Prima di tutto investire (aprire e finanziare scuole e fabbriche) nei Paesi da dove i migranti scappano- risponde la Pende – poi inchiodare i Paesi africani benestanti a prendere una quota di migranti. Perché la Nigeria del Nord, straricca di petrolio, non si prende come forza lavoro 4mila senegalesi?”.
E ancora: “Perché il Kenya invece di chiuderli in campi profughi lager come Dadaab non accoglie una quota di somali lavoratori? Inoltre occorre sveltire le procedure della burocrazia circa l’immigrazione: non prolungare i soggiorni nelle comunità di seconda accoglienza e invece concedere velocemente visti a coloro che devono ricongiungersi con i parenti in Europa. Tutto ciò alleggerirebbe il problema, ma nelle condizioni attuali di certi Paesi non lo risolverebbe”.

LOOK E CHIABOTTO
Due concorrenti si sfidano sulla preparazione di un look completo, selezionato tra dieci diversi stili: etnico, bon ton, classico, street style, retrò, red carpet, sport-chic, romantic-rock, hippie, sexy-elegante. Tre ore di tempo e un budget di 300 euro da spendere nei negozi di un centro commerciale.
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