I mutui continuano a crescere: l’Italia ignora i tagli dei tassi della Bce

La Banca d'Italia registra un nuovo aumento dei mutui a gennaio, nonostante i tagli in sequenza della Bce nello scorso anno.

I mutui continuano a crescere: l’Italia ignora i tagli dei tassi della Bce

Neanche il tempo di ipotizzare un rialzo dei tassi a causa della crisi in Iran, che i mutui già risalgono. Anzi, a dire il vero il Taeg (Tasso annuale effettivo globale) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni è già risalito ben prima che scoppiasse la guerra: a gennaio infatti si è attestato al 3,87%, in ulteriore crescita rispetto al 3,81% di dicembre. Una crescita, però, che non trova una spiegazione nella politica monetaria della Bce dell’ultimo anno, che ha di fatto chiusa la stretta monetaria.

Tassi fermi, ma i mutui in Italia crescono

La quota di questi prestiti con periodo di determinazione iniziale del tasso fino a un anno è stata del 20,4% (era al 18,5% a dicembre), come sottolinea la Banca d’Italia. Il Taeg sulle nuove erogazioni di credito al consumo è stato del 10,19% (contro il 9,97% del mese precedente), mentre i tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono stati al 3,53% (erano al 3,59%). Per gli importi fino a un milione di euro sono stati pari al 4,07%, per importi superiori a questa soglia sono stati al 3,24%.

L’aumento dei tassi sui mutui per l’Unione nazionale consumatori rappresenta “una pessima notizia”, considerando che si tratta del Taeg “più alto dall’agosto del 2024, ossia da un anno e mezzo”. Massimiliano Dona, presidente dell’Unc, parla di un “dato molto preoccupante, specie se si considera che a breve potrebbe scattare una nuova stretta monetaria della Bce per contrastare l’inflazione derivante dalla guerra in Iran”.