I socialisti guardano indietro. Con un’altra versione dell’Avanti!. L’ex ministro Martelli annuncia il ritorno della rivista. Che però già esiste anche se nessuno se n’è accorto

di Giuseppe Vatinno
Politica

La misura dell’arretratezza ideologica del socialismo Italiano, che pure ha un passato glorioso, si ha in notizie come questa: la testata storica, Avanti! fondata nel 1896 a Roma da Leonida Bissolati e che fu diretta dallo stesso Benito Mussolini, tornerà in edicola, con il nome mutato, come quindicinale sotto la direzione dell’ex delfino di Bettino Craxi, Claudio Martelli (nella foto). Se così fosse nulla non ci sarebbe nulla di male perché la nascita di un foglio stampato è sempre un evento lieto per la democrazia. Il fatto è che di Avanti! ne esiste già un altro, diretto da Mauro Del Bue, come organo politico del Partito Socialista Italiano, avente come leader Riccardo Nencini.

In passato, diretto da Bobo Craxi, ce ne fu uno identico con l’articolo “l” (minuscolo), organo del Nuovo PSI (vicino al centro – destra), confluito in quello attuale. E poi ci fu anche L’Avanti, questa volta con l’articolo maiuscolo e senza esclamativo, legato a Sergio De Gregorio e Valter Lavitola. La quarta genesi, quella di Martelli, dovrebbe essere l’Avanti. Insomma, la fantasia italica dei creatori, è riuscita a giocare con apostrofi, articoli, minuscole e maiuscole per generare ben quattro variazioni.

TANTE TESTE. E TESTATE. Ora, avventurarsi nella complicatissima giungla dei partiti e delle formazioni politiche che fanno (ancora) riferimento al socialismo è impresa ardua, se non impossibile. E quindi non indaghiamo oltre su “chi fa capo a chi”, ma ci fermiamo a magnificare un fatto: cosa resta del socialismo italiano se si sente la necessità di far comparire un “altro Avanti” diretto da un signore di 78 anni che appartiene ormai alla preistoria della politica italiana? In tutto il mondo il socialismo non solo non è stato mai superato, come invece è accaduto al comunismo, ma anzi, con le inevitabili trasformazioni, è divenuto parte inalienabile del meccanismo democratico che vede ovunque una contrapposizione destra/sinistra.

UN NANO SENZA BALLERINE. Se l’Italia non fosse un’anomalia (anche in questo) avremmo dovuto avere un partito di sinistra erede diretto del socialismo, oltretutto di grande tradizione, ed invece abbiamo Il Partito democratico che è invece una evoluzione del Partito Comunista Italiano con innestato sopra un pezzo di sinistra democristiano. Il socialismo italiano, i vari Bobo Craxi, Riccardo Nencini, lo stesso Claudio Martelli dovrebbero presentarsi uniti per propagandare l’ideale ed invece non solo si frammentano, ma, è questo un errore imperdonabile, guardano così costantemente al passato da far ritenere che più che (L’) Avanti (!) il giornale si dovrebbe chiamare L’Indietro!.

Il socialismo italiano è qualcosa non solo di vecchio e stantio, ma è irrimediabilmente superato dalla Storia. E questa è anche una nemesi, visto che il PSI di Bettino Craxi si caratterizzò negli anni ’80 dello scorso secolo, proprio per una forte spinta propulsiva verso la modernizzazione del nostro Paese che fu in un certo qual modo preconizzatore della “Terza Via” blairiana di sintesi tra giustizia sociale e libertà individuale.