Avanti nel sostegno a Kiev: il presidente francese, Emmanuel Macron, ha riunito ieri a Parigi il vertice della coalizione dei Volonterosi per l’Ucraina in presenza del presidente, Volodymyr Zelensky, e di 37 Paesi aderenti all’iniziativa. Per l’Italia c’era il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. La riunione dei volenterosi nasce con l’obiettivo di accrescere ‘’il sostegno all’Ucraina e la pressione sulla Russia’’. Nulla di nuovo, insomma. La coalizione dei volenterosi è “pronta a fornire le garanzie di sicurezza” a Kiev, non appena sarà scattato il cessate il fuoco sul terreno, hanno riferito fonti dell’Eliseo.
I Volenterosi non cambiano verso. Eterna fedeltà rinnovata a Kiev
Concepita per essere dispiegata sul posto una volta messe a tacere le armi, la Forza multinazionale per l’Ucraina a comando franco-britannico verrà nel frattempo impegnata in una serie di esercitazioni congiunte per “mostrare alla Russia che l’insieme degli attori è pronto ad impegnarsi”. Queste esercitazioni, con tanto di stato maggiore operativo alle porte di Parigi, si svolgeranno all’esterno dei confini ucraini fino a che “non ci saranno le condizioni per un reale dispiegamento” sul posto.
Lo scudo anti-missili di nove Paesi europei (c’è Roma) più l’Ucraina
La riunione dei volenterosi giunge in un “momento di forte (ri)convergenza e unità” tra alleati transatlantici, dal G7 di Evian al più recente vertice Nato di Ankara, nonché in una fase di “dinamiche più favorevoli” sul terreno, sottolinea la presidenza francese, evocando la necessità di “progredire”, tra l’altro, in materia di “cooperazione anti-balistica e difesa aerea”. E infatti il vertice ha sancito la formazione di una coalizione europea per sviluppare uno scudo comune contro i missili balistici. L’hanno siglata i leader di Italia, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito, che hanno firmato una dichiarazione congiunta per avviare la costituzione di una coalizione per la difesa anti-missili balistici.
L’obiettivo, si legge nella dichiarazione, è sviluppare in tempi rapidi una capacità europea di difesa “puramente difensiva” attraverso la realizzazione di un’ “architettura integrata di difesa missilistica” in grado di “scoraggiare e neutralizzare future minacce missilistiche”. Il progetto affiancherà e integrerà i sistemi nazionali già in servizio o in fase di acquisizione, facendo leva sulla cooperazione tra industrie della difesa, ricerca e capacità operative. Per Zelensky, a Parigi fresco di un nuovo rimpasto di governo, si tratta di un passo avanti significativo, in attesa di dare il via libera alla produzione dei Patriot.
I ringraziamenti di Zelensky
“Ringrazio tutti coloro che comprendono che l’aggressione russa può essere fermata solo attraverso una pressione collettiva”, ha detto Zelensky, sottolineando l’importanza dell’impegno concreto degli alleati e di “tutti coloro che sono pronti ad affermare questa unità non solo a parole, ma anche attraverso decisioni reali e assistenza”. “Non c’è alternativa alla pace. E la pace deve prevalere, grazie al nostro sostegno e alle nostre azioni comuni”, ha concluso il presidente ucraino.
L’ira del Cremlino
La Russia ha definito il vertice di Parigi una “coalizione dei guerrafondai, di istigatori della guerra”. “Si cullano nella profonda illusione che sia possibile infliggere una sconfitta strategica al nostro Paese”, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov. “Naturalmente monitoreremo la situazione molto da vicino. Sono Paesi che stanno intraprendendo azioni ostili contro la Russia, quindi seguiremo la vicenda con grande attenzione”, ha aggiunto.
Intanto c’è accordo tra Ue e Regno Unito per l’adesione di Londra al prestito a sostegno dell’Ucraina da 90 miliardi di euro. Lo ha annunciato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che ha finalizzato l’intesa con il primo ministro Keir Starmer a margine del vertice dei Volenterosi.
L’Ue e i suoi Stati membri hanno, inoltre, denunciato le attività informatiche malevole della Russia e il suo ricorso a un ecosistema informatico che comprende attori statali e non statali, che vanno dai servizi di intelligence ai gruppi di criminali informatici, agli hacktivisti e alle aziende private.