Il calcio in tv vale un miliardo. Gli stadi sono vuoti, ma i club si salvano con i diritti. La torta è cresciuta del 20%. Alla Juve 103 milioni

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di Marco Castoro

Stadi sempre più vuoti, insicuri e obsoleti. Al contrario di quelli inglesi e tedeschi, gremiti e di proprietà delle società. Da noi solo Juve e Udinese sono padroni dell’impianto. per allungare la lista qualche richiesta concreta all’orizzonte c’è (e Palazzo Chigi pare intenzionato ad avallare i nuovi progetti), ma ci vorranno anni. per ora restano le gradinate vuote. Le riprese televisive vanno a cercare i bambini perché le curve sono sempre più deserte e dopo un’azione di gioco l’inquadratura dei tifosi è d’obbligo per catturare emozioni a caldo. Sono talmente pochi i tifosi (anche per via dei costi elevati del biglietto) che le regie televisive hanno dovuto mettere microfoni direzionali più potenti per avere gli effetti sonori, altrimenti si ha l’effetto acquario. Se non giochi al San Paolo, allo Juventus Stadium o un big match, il clima è desolante. La Serie A di qualche anno fa è sparita dagli spalti. Il nostro non è più il campionato più bello del mondo. Tuttavia il calcio è diventato un fenomeno televisivo. Le partite si giocano in campo ma si guardano sul divano. Magari con la sciarpa della squadra del cuore al collo.

IL BOTTINO – Eppure nonostante il clima da grande depressione, i club si dividono belle fette di torta grazie agli introiti dei diritti tv. Le televisioni continuano a sborsare fior di milioni alla Lega che s’ingrassa come il tacchino del Ringraziamento. Il bottino in cassa ammonta a un miliardo, con un incremento delle entrate del 20%. Per la stagione 2015-16 il ricavato è di un miliardo e 169 milioni di euro, comprese Coppa Italia e Supercoppa. Tolte le commissioni dell’advisor Infront, pari a 50,4 milioni, detratto il 10% per la mutualità generale del sistema (107,7 milioni) e stornati i premi per la Coppa Italia e i contributi per la B, si scende a quota 984,3 milioni.
Da questa cifra vanno sottratti i 60 milioni di paracadute per le retrocesse e si arriva così ai 924,3 milioni che i club della Serie A si spartiranno, secondo quanto stabilito dalla Lega a fine febbraio (hanno votato contro solo Palermo e Chievo).

LA RIPARTIZIONE – Il 40% va suddiviso tra i club in parti uguali. Un 30% secondo i bacini d’utenza (che tengono conto di tifosi e residenti). L’altro 30% se lo cuccano le squadre che hanno ottenuto i risultati migliori (il 10% secondo la storia sportiva dal 1946-47, il 15% tenendo conto dei cinque anni precedenti e il 5% della stagione in corso). La classifica è decisiva non solo per assegnare scudetti, piazzamenti nelle Coppe e retrocessioni, ma anche per i rimborsi. Ovviamente la Juve è la più ricca con 103 milioni, Carpi e Frosinone le più povere (22 milioni a testa). In campionato sarà importante lottare fino all’ultimo minuto per i bilanci. Tanto per fare un esempio, tra decima e undicesima posizione ballano 2 milioni. Dopo i bianconeri, come al solito, le milanesi. Il Milan incassa 80,3 milioni, l’Inter 78,2. Meglio i rossoneri perché vantano risultati migliori sommando le cinque stagioni precedenti. Seguono la Roma con 72,7 milioni e il Napoli con 69,7. Le prime tre piazze valgono oro non solo per la Champions.

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