Il carcere non basta. Attività bloccate e daspo agli evasori. Il giro di vite in un ddl dei 5 Stelle. C’è pure la revoca delle concessioni

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Un pozzo senza fondo. Che continua a risucchiare miliardi su miliardi. I calcoli del Tesoro sono impietosi. Stando all’ultima Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva, allegata alla Nota di aggiornamento al Def varata dal Consiglio dei ministri, solo nel 2016, nel grande buco nero dell’evasione fiscale sono spariti 109,1 miliardi di euro. Quasi quattro volte la cifra che, a fatica, il Governo sta cercando di racimolare per far quadrare i conti della Manovra. Insomma, una voragine che ha superato i limiti della decenza e della tolleranza.

A MALI ESTREMI… Il premier, Giuseppe Conte, e il ministro, Luigi Di Maio, continuano a rilanciare sul carcere agli evasori. Mentre allo studio del Governo c’è pure un pacchetto di misure ad hoc per mettere un freno all’inarrestabile emorragia fiscale. Eppure, tra i Cinque Stelle, non manca chi, come il senatore Primo Di Nicola, si è già portato avanti con il lavoro. Con un disegno di legge – comunicato alla presidenza di Palazzo Madama il 13 maggio scorso – che punta ad introdurre sanzioni accessorie pesantissime a carico di chi viola la normativa tributaria.

Due soli articoli, ma di portata dirompente, che, come spiega la relazione introduttiva, colpiscono gli evasori fiscali, con “la revoca delle licenze, delle concessioni e delle autorizzazioni amministrative per l’esercizio di imprese o di attività di lavoro autonomo”, in tutti i casi in cui al trasgressore venga irrogata una sanzione amministrativa superiore a 50mila euro. Se la legge fosse stata già in vigore nel 2013, a Silvio Berlusconi, condannato per frode fiscale nel processo Mediaset, sarebbero state revocate le concessioni televisive. Ma non è tutto. Viene sanzionata anche la condotta evasiva del professionista, “arrivando a prevedere”, nei casi più gravi, “la cancellazione dall’albo o dall’ordine di appartenenza”.

…ESTREMI RIMEDI. “Ben venga il carcere per gli evasori, ma temo che non sia sufficiente – spiega Di Nicola -. La storia di questo Paese è lastricata di condoni e sanatorie che, puntualmente, hanno cancellato i processi e perdonato i reati”. Meglio, allora, colpire gli evasori nel bene più prezioso: i soldi e le attività che hanno utilizzato indebitamente per accumularli. Ma come? Con una sorta di Daspo. “Basta con l’approccio del Fisco gentile, gli evasori sono ladri che rubano e vivono alle spalle della collettività e come tali vanno trattati”, prosegue.

“L’unico deterrente efficace è colpirli nei loro cespiti, sospendendo o addirittura revocando, nei casi più gravi, licenze commerciali e concessioni di qualsiasi tipo, impedendo l’esercizio di quelle attività che hanno utilizzato illecitamente per arricchirsi a danno della collettività – conclude Di Nicola -. Stesso discorso per i professionisti, commercialisti e avvocati per esempio, che ove accertata la violazione delle norme tributarie, vanno sospesi e, nei casi più gravi, radiati dagli albi professionali”.