Il Consiglio di Stato decide sulla renziana Manzione. L’ex capo dei vigili urbani di Firenze è da tre anni consigliere a Palazzo Spada

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Meglio tardi che mai. Nonostante da tre anni svolga la mansione di consigliere di Stato, solo ora il ricorso dell’Associazione nazionale magistrati amministrativi contro la nomina di Antonella Manzione (nella foto) è arrivato al capolinea anche se, per il verdetto finale, bisognerà attendere ancora. Già perché ieri doveva essere l’ultima udienza del procedimento con cui si sta cercando di accertare se la donna ha o meno i requisiti per l’importante ruolo ma, con non poca sorpresa, è stato disposto un rinvio. Si tratta di una questione spinosa perché la Manzione, ex capo dei vigili urbani di Firenze, era stata nominata dal governo dell’allora premier Matteo Renzi. Una promozione che secondo l’avvocato di Anma, il professor Enrico Follieri, sarebbe avvenuta in barba alle leggi ossia senza che possedesse i necessari requisiti. Infatti la donna non è professore universitario, magistrato e nemmeno avvocato di lungo corso, inoltre non rientra nel requisito minimo dell’età. Tutte accuse che la consigliera ha respinto al mittente.

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