Il Coronavirus morirà in un abbraccio. Dio e Adamo, Gesù e la Maddalena. Il divino insegna all’uomo il bisogno del tatto

di Marco Marrocco
Cronaca

Quando la quarantena dovuta al COVID-19 finirà dovremo imparare da capo a toccarci, a stringerci la mano, ad abbracciarci e a scambiarci una pacca sulla spalla. Anche il tatto ha una memoria. E questo è il tempo per ricordare il futuro.

NOLI ME TANGERE. Nella galleria dei tocchi più importanti della storia della cultura e dell’arte, il tocco mancato tra Gesù Cristo e la Maddalena è forse quello che ha avuto maggiore successo. Giotto, Botticelli, Correggio, il Beato Angelico, Tiziano, sono solamente alcuni degli artisti che hanno dipinto questo episodio del Nuovo Testamento. Non occorrerà, però, considerare uno per uno tali e tanti dipinti. Qui basterà ricordare in quale momento e perché Gesù Cristo si rivolge così alla Maddalena. Vediamo innanzitutto dove si svolge la scena. Siamo immediatamente fuori dal sepolcro. Dopo tre giorni Gesù è resuscitato dalla morte. Quando la Maddalena vede Gesù si avvicina a Lui e cerca di toccarlo. Ed è in questo momento, davanti al tentativo della Maddalena di raggiungere fisicamente Gesù Cristo con le sue mani, che il Risorto pronuncia la frase: “noli me tangere”. Fino a qualche tempo fa nessuno ha mai avuto dubbi sul significato di queste parole. La traduzione è stata, semplicemente, “non mi toccare”. E invece pare che non sia questa la traduzione corretta.

La nuova traduzione recita: “non mi trattenere”. Gesù, infatti, appena risorto non è ancora asceso al cielo, ed è quindi inopportuno che si trattenga ancora sulla Terra e con gli esseri umani. Bene, molto bene. Tutto ciò ha un senso nella logica della fede cattolica. Ma voglio tornare al più semplice, e per me più corretto, “non toccarmi”. Siamo nella stessa condizione dell’affresco di Michelangelo nella Cappella Sistina, quando Dio e Adamo stanno per toccarsi: da una parte la divinità, dall’altra l’essere umano, ma questa volta femminile. Il sesso della protagonista avrà inciso sulla necessità di cambiare il senso della frase? Sarà perché si tratta di una donna che il tentativo di toccare Gesù Cristo si è trasformato nel tentativo di trattenerlo sulla Terra? Che tipo di amore è quello di chi cerca di trattenere? E che tipo di amore è quello di chi cerca semplicemente di toccare?

SENTIRE LA VITA. Voglio credere che la Maddalena non volesse trattenere Gesù. Non credo che fosse questo il suo scopo né l’origine del bisogno di toccare la divinità. Ella ha bisogno di sentirlo ancora vivo, di pensare che la Resurrezione, che pure è in anima e corpo, come fede cattolica vuole, sia “reale”. E perché ciò sia possibile, perché la realtà sia reale, alla Maddalena non basta vedere Gesù. Non le basta parlare con lui. Ella ha bisogno di toccare con mano, di sentire la vita presente di Cristo Risorto direttamente con i polpastrelli, con le dita, e con il palmo della mano. Ma Cristo dice di no.

Nelle pose di Giotto, di Tiziano, di Correggio, Gesù pare contorcersi, allontanarsi dal tocco come se si trattasse di un affronto, ma ancora di più, di una minaccia. E allora dovremo chiederci, perché? Perché intimare alla donna, con un avvertimento così perentorio, di “non toccare”? Che tipo di danno può arrecare alla divinità il tocco di un essere umano, sia esso donna o uomo? (mi rifiuto di dare un qualsivoglia peso al sesso della protagonista). O forse il divieto di Gesù è un modo di proteggere la donna? Che cosa potrebbe accadere al corpo vivente di un essere umano se toccasse il corpo vivente del Risorto? Di certo, se Gesù, il Risorto, intima alla donna di non toccarlo, e non di non trattenerlo, come vuole l’ultima vulgata, è perché in quel tocco c’è qualcosa di potente, perfino di pericoloso, per uno o per entrambi i presenti.

Gesù non dice alla Maddalena “non guardarmi”. Non le dice “non parlare con me o non pormi domande così che io non debba emettere un suono dalla mia bocca”. Le dice “noli me tangere”, e lo fa scansando la veste, ritraendo il corpo – nella versione-visione di Tiziano sembra quasi essere pronto a colpirla pur di evitare di essere anche solamente sfiorato. Forse non è data una risposta esauriente. Forse il cambio di traduzione risolve il problema alla radice, accontentando così maschi e femmine, ciascuno per la propria parte e responsabilità – sarebbe a dire che così le donne non sono offese dal rifiuto di Cristo se esso fosse dovuto a una differenza sessuale. E da tanta pace, creata ad arte, rimane escluso il tatto, il contatto negato, questa volta sì, per volontà dell’uomo-traduttore.

RESURREZIONE. Eppure quella frase resta lì, emersa per sempre nella coscienza dei cristiani e di chi non lo è, ripetuta mille volte, spesso a sproposito, e dipinta diecimila volte in ogni angolo del globo. Ma qui, invece di fuggire, invece di cambiarle, proviamo a restare dinnanzi alle parole. Sentiamone il peso, e il profumo. Il contatto negato da Gesù alla Maddalena è l’esatto opposto del contatto che Dio concede eternamente all’Adamo di Michelangelo. Lì c’è la vita che prova a se stessa di esistere. Qui c’è il superamento della vita biologica, il suo essere altro rispetto al corpo Risorto. Oltre la morte non c’è nessun tocco possibile. Non c’è nessun contatto realizzabile tra la Maddalena ancora-essere-umano e il corpo ormai trasumanato, il corpo glorioso, come si dice nella terminologia cristiana, di Cristo. Allora possiamo dirlo senza paura di sbagliare. Non ci può essere contatto tra la vita e la morte, benché vinta attraverso la Resurrezione. C’è qualcosa di sporco nel vivente, qualcosa di pesante, di grezzo.

Ormai, benché visibile e udibile, il corpo di Cristo è già altrove, oltre la dimensione dell’uomo, della sua finitezza, della sua opacità. Il corpo luminoso di Gesù ha perso ogni possibile imperfezione, ogni finitezza, ogni nodo della materia, ogni possibilità di ammalarsi e di soffrire. “Non mi toccare”, dice Gesù. E chissà, lo dice con l’amore per l’uomo che rende così gigantesca questa figura, che si sia cristiani o no, e forse anche per un pizzico di malinconia per la vita umana che ha avuto il dono e la condanna di vivere per un tempo così breve. Lo dice per proteggere la donna dalla potenza devastante della luce piena, del corpo traslato, della mutazione avvenuta. Ecco la differenza tra il tocco di Dio e Adamo, eternamente in azione, e l’azione che Cristo impedisce alla Maddalena di compiere. Lì c’è la scintilla della vita, qui l’incendio nel cuore di una stella, che è per sua stessa natura intangibile.

L’immagine è stata realizzata da Stefania Cozzoli per La Notizia