Il dem Oliverio ci ricasca: stavolta è peculato. Chiesto un altro rinvio a giudizio per il governatore calabrese. Irregolarità nell’uso di fondi per la promozione del turismo

di Laura Tecce
Politica
MARIO OLIVERIO

La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della regione Calabria Mario Oliverio con l’accusa di peculato nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nell’uso di fondi per la promozione del turismo. La vicenda è relativa al finanziamento con fondi pubblici, nel luglio 2018, di un’iniziativa a Spoleto a margine del Festival dei Due Mondi che, secondo l’accusa, avrebbe perseguito finalità privatistiche di promozione politica dello stesso Oliverio.

Chiesto il processo anche per Mauro Luchetti, legale rappresentante della Hdrà, società romana che si occupa di comunicazione e organizzazione di eventi, e per l’ex parlamentare del Pd Ferdinando Aiello. La legislatura iniziata nel 2014 è stata assai tormentata per Oliverio: dallo scandalo “Rimborsopoli”, che lo costrinse al primo rimpasto di giunta e alla scelta di soli assessori tecnici, è poi proseguita con un fiorire di indagini giudiziarie. Nel 2018 si comincia con abuso d’ufficio per poi arrivare all’inchiesta “Lande Desolate” condotta dalla Procura di Catanzaro che ha per oggetto la gestione di due appalti pubblici.

La stessa Procura, guidata da Nicola Gratteri, ad ottobre 2019, ha chiesto il rinvio a giudizio, nell’ambito dell’inchiesta “Passepartout”, nei confronti di Oliverio, del sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, dell’ex consigliere regionale Nicola Adamo e di altre 17 persone. Con accuse pesanti: associazione a delinquere, frode nelle pubbliche forniture, turbative d’asta, corruzione e traffico di influenze illecite.