Il Governo al lavoro sul decreto Sostegni. La bozza prevede un altro stop a cartelle e licenziamenti. Ma anche 2 miliardi per vaccini e terapie anti-Covid

decreto anti-Covid
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

L’Esecutivo Draghi, dopo aver approvato il suo primo Dpcm anti-Covid, ora è alle prese con i ristori da destinare a famiglie, lavoratori e imprese colpite dalla pandemia. Ma non si chiameranno più Ristori, come i precedenti approvati da Conte, bensì, il provvedimento a cui sta lavorando in queste ore il governo, si chiamerà Decreto Sostegni.

Nel decreto, secondo una bozza in circolazione che Palazzo Chigi intende chiudere tra 7-10 giorni (leggi l’articolo), ci sono, innanzitutto, 2 miliardi per i vaccini, per la logistica e la somministrazione, e terapie anti-Covid. Sempre per quanto riguarda la campagna vaccinale, il decreto prevede, per accelerarla, in una prima fase il coinvolgimento dei medici di famiglia e successivamente quello delle farmacie.

Uno dei principali provvedimenti, poi, riguarda il capitolo lavoro, con con un nuovo blocco ai licenziamenti, che dovrebbe durare fino a giugno e la proroga della Cig Covid per tutto l’anno. Un altro tema caldo è quello del fisco, con la sospensione dell’invio di nuove cartelle esattoriali per altri due mesi fino, cioè fino al 30 aprile.

Lo stop alle riscossioni potrebbe riguardare sia i pagamenti delle rate della cosiddetta pace fiscale, dunque la rottamazione ter e il saldo e stralcio, già prorogati nei giorni scorsi (leggi l’articolo), sia lo stralcio delle cartelle ferme da anni. E una delle ipotesi, caldeggiata dalla Lega, è quella di cancellare i ruoli iscritti tra il 2000 e il 2015 (circa 60 milioni) per importi massimi fino a 5mila euro, comprese sanzioni e interessi. L’intervento avrebbe un costo di 2 miliardi tra il 2021 e il 2022.

Nel primo schema è previsto anche un nuovo meccanismo per gli indennizzi a fondo perduto per le imprese, che dovrebbero essere erogati impiegando una piattaforma gestita da Sogei, e per gli operatori dello sci colpiti dal fermo degli impianti, per ulteriori 600 milioni.