Il Governo al lavoro sulla Fase 3. Aperture differenziate per Regioni. Variati: “Con monitoraggio costante potremo valutare se il virus si indebolisce o torna a crescere”

dalla Redazione
Politica

“Da lunedì comincia la riapertura dell’Italia, e sarà una prima riapertura importante definita su base nazionale e uguale per tutti, con oltre 4 milioni di persone che torneranno in attività. Ma il Governo è già al lavoro per una ulteriore fase di ripartenza, questa volta differenziata sia nella velocità che nell’ampiezza: i territori che potranno farlo potranno riaprire prima e di più”. E’ quanto ha detto il sottosegretario all’Interno, Achille Variati.

“Questa logica, a cui sta lavorando in primis il ministro Boccia con le Regioni – ha aggiunto -, è coerente con la dottrina che il Governo ha adottato: riapriamo tutto ciò che si può riaprire con un ragionevole grado di sicurezza. Non vogliamo tenere chiuse attività e persone inutilmente, né vogliamo aspettare gli ‘zero contagi’: sarebbe irragionevole. Ma non facciamo neanche l’errore opposto, invocato da molti in questi giorni, e cioè riaprire tutto e subito: con una platea di 100 mila casi attivi, come abbiamo, sarebbe un disastro per il nostro Paese, e gli esperti lo hanno chiaramente calcolato”.

“In questa prospettiva – prosegue il sottosegrerario – il ministero della Salute ha firmato un decreto che stabilisce i criteri epidemiologici e sanitari per monitorare l’andamento del contagio nei territori, e così poter decidere localmente misure più o meno restrittive nel tempo. Grazie al monitoraggio costante potremo valutare, territorio per territorio, se il virus si indebolisce o torna a crescere, e se le strutture ospedaliere sono in grado di assorbire o no nuovi ricoveri. E quindi sarà possibile per una Regione riaprire più attività e farlo prima se i dati lo consentono; o, se le condizioni lo richiedono, tornare a una maggiore prudenza”.

Già da questo lunedì – aggiunge Variati – solo in Veneto, è il calcolo fatto dalle Camere di Commercio, altre 400 mila persone torneranno al lavoro, e avremo attivi il 77% delle aziende e l’84% degli occupati. Questo è il portato, tutt’altro che modesto, della Fase 2 nazionale. Da metà mese, grazie al lavoro di affinamento territoriale che stiamo facendo, avremo una riapertura differenziata e dinamica, che premierà le realtà in gradi di riaprire in sicurezza. Credo – conclude il sottosegretario – sia anche la risposta migliore alle comprensibili preoccupazioni che anche ieri, Festa del Lavoro, molto operatori economici hanno manifestato, e alla richiesta dei territori di poter adattare alla propria situazione specifica le linee guida nazionali”.