Il Green Pass si allunga a 12 mesi. È l’anticamera della terza dose. Altro che inutile. Il Cts insiste sul passaporto vaccinale. Passi avanti anche a scuola: vaccinati 9 prof su 10

GREEN PASS
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La validità del Green Pass sarà prorogata da 9 a 12 mesi. Arrivato l’atteso parere favorevole del Comitato tecnico scientifico, che allinea la data di scadenza del “passaporto sanitario” ai dati sulla resistenza degli anticorpi al virus. La vita più lunga del Pass ha anche il fine di rendere più semplice l’introduzione della terza dose, che sembra ormai certa per i sanitari e via via per le categorie più fragili.

Intanto, continua la corsa al vaccino in vista della riapertura delle scuole a settembre. Più del 90% del personale scolastico e universitario ha ricevuto almeno una dose o la dose unica. E la campagna vaccinale accelera anche per i ragazzi. Oltre il 40% tra i 12-15 anni è stato immunizzato, mentre la percentuale aumenta al 67% nella fascia 16-19.

IL RICHIAMO. Mentre gli ultimi dati sul Covid ci dicono che non è possibile abbassare la guardia e la Sicilia è diventata gialla, continua intanto il braccio di ferro tra imprese e sindacati sulle mense inaccessibili ai no vax. Si segnala la protesta delle Rsu alla Elettrolux di Susegana (Treviso): una irruzione al self service di lavoratori senza il Green Pass ha portato l’azienda a sospendere il servizio di mensa per i 700 dipendenti.

I sindacati chiedono una struttura accogliente per i pasti take-away dei no vax, sostengono che non ha senso isolare colleghi con i quali si lavora fianco a fianco. E anche alla Hitachi Rail di Pistoia – dove si producono treni hi-tech – si pranza con cestini-pasto distribuiti all’aperto per i non immunizzati.

“Abbiamo dati che ci dicono che l’immunità in chi è vaccinato arriva almeno a 12 mesi, il che vuol dire che la stragrande maggioranza degli italiani e sanitari farà una dose di richiamo annuale, e quindi è verosimile pensare che sia giusto estendere il Green Pass a un anno”, ha detto l’infettivologo del Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti. “Però va fatto immediatamente perché diversamente ci sono alcuni che sono stati vaccinati a dicembre e che dovrebbero ricevere una dose tra settembre e ottobre”. Ora la proroga evita questo gap.

CORSIA RISERVATA. Ma chi avrà la priorità per la terza dose? “I sanitari dovrebbero essere i primi e uso il condizionale – risponde l’immunologo del Cts Sergio Abrignani – assieme ai fragili, ai pazienti con deficit del sistema immunitario o in chemioterapia. Poi si passerà agli over 60”. Ma se ne parla “a fine anno o all’inizio del prossimo”. “Oltre il 90% del personale della scuola è vaccinato. I dati diffusi dal commissario Figliuolo testimoniano il senso di responsabilità del nostro settore per la ripresa di settembre. Andiamo avanti”, esulta il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

Ma gli incrementi nella somministrazione dei booster si registrano anche per le fasce di età alte: quella tra 50-59 anni è all’80% circa in termini di prime somministrazioni/dose unica, mentre la fascia 60-69 ha superato l’85%. Si consolidano pure le percentuali delle fasce 70-79 e over 80, che si attestano rispettivamente al 90,19 e al 94,06%, sempre riferite a prime somministrazioni/dose unica. “Chi non ha fatto il vaccino non ha più scuse”, ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani inaugurando la linea dura con i contrari al vaccino.

“Dopo quella data – ha sottolineato – chi non ha fatto il vaccino sta a casa: non provi a venire nei luoghi pubblici”. Un assaggio della pazienza finita sono le lettere di sospensione fatte partire per i circa 4.500 operatori sanitari toscani no vax. “Chi non intende vaccinarsi non può prendersi cura degli altri”, taglia corto il governatore.

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