Il Movimento spara il Grilletto contro Nuti, Di Vita e Mannino. Il guru della “democrazia verticale” decide tutto lui e chiede di sospendere i tre dal gruppo M5S

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Nello stesso giorno in cui la Procura di Genova ha chiesto l’archiviazione per Beppe Grillo e Alessandro Di Battista dopo la querela per diffamazione presentata da Marika Cassimatis, a tenere banco è ancora la vicenda delle firme false di Palermo. Dopo un’intervista rilasciata al Corriere della Sera da Riccardo Nuti in cui dice di non avere “nulla da dirgli (a Grillo, ndr), se non quello che gli abbiamo sempre detto e che lui non sente”, il garante ha chiesto nuove sanzioni nei confronti dei deputati nazionali Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino. Sospesi dal M5s dopo essersi avvalsi della facoltà di non rispondere davanti ai pm, i tre parlamentari sono tra i 14 destinatari della richiesta di  rinvio a giudizio della procura di Palermo titolari dell’inchiesta sulle firme false depositate nel 2012 nel capoluogo siciliano. “In seguito alle dichiarazioni dei portavoce sospesi dal Movimento 5 Stelle Nuti, Mannino e Di Vita riportate dai giornali, in cui viene attaccato il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle a Palermo e in cui vengono fatte considerazioni sulla magistratura che non coincidono con i nostri principi, verrà chiesto ai probiviri di valutare nuove sanzioni oltre a quelle già applicate. Ho anche chiesto ai capigruppo del Movimento 5 Stelle di raccogliere le firme dei parlamentari necessarie per indire la votazione dell’assemblea dei parlamentari per procedere anche alla sospensione temporanea dal gruppo parlamentare dei sospesi, fino a che sarà in vigore la loro sospensione dal Movimento 5 Stelle come già stabilito dai probiviri”,  scrive Grillo sulla sua pagina facebook.

C’è da dire, peraltro, che nel day after della richiesta di rinvio a giudizio Nuti, Di Vita e Mannino si sono esposti duramente anche nei confronti dei due consiglieri regionali che hanno collaborato all’inchiesta: si tratta di Giorgio Ciaccio e Claudia La Rocca, che dal Movimento si sono autosospesi dopo aver collaborato con la magistratura, ammettendo le proprie responsabilità nella vicenda della ricopiatura delle firme. È un’ovvietà – dicono  – loro sono colpevoli per ammissione, noi ci proclamiamo innocenti, convinti di provare la nostra totale estraneità ai fatti e anche il nostro agire secondo i principi del Movimento”. Grillo, però, decide tutto d’imperio. Alla faccia della democrazia orizzontale.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quell’asse Draghi-Renzi sui Servizi

A volte guarda che strane le coincidenze! Il direttore del Dis (il coordinamento dei Servizi segreti) Gennaro Vecchione informa il Copasir, cioè il Parlamento, che lo 007 Marco Mancini ha incontrato Matteo Renzi nell’autogrill di Fiano Romano senza informare i superiori, e 48 ore dopo

Continua »
TV E MEDIA