Il Pd si sveglia sul salario minimo. Dalla De Micheli a Orlando ora i dem chiedono una norma che alzi i salari. Il M5S lo dice dal 2013

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Una misura giusta, equa e sociale. Così viene definita la proposta del Movimento cinque stelle che mira ad introdurre il salario minimo anche in Italia. “Oggi – si legge in un post pubblicato sul blog delle stelle – il mondo del lavoro è una giungla. I lavoratori sottopagati nel nostro Paese sono circa 3 milioni a causa del dumping salariale e dei contratti pirata”. Tutto questo fa sì che il  potere d’acquisto delle persone sia ai minimi storici: 1 italiano su 2 ha difficoltà a sostenere le spese mediche, il 49% delle famiglie fa fatica a pagare l’Università ai propri figli e c’è ancora chi ha grossi problemi a fare la spesa. Dati agghiaccianti, che “rendono indispensabile alzare i salari”.

Curioso che nella giornata di ieri diversi esponenti proprio del Pd abbiano rilanciato sul tema. “Salari più alti e nuove e più complete garanzie”, ha chiesto ad esempio Paola De Micheli. Ancora più diretto Andrea Orlando: “I salari dei lavoratori nel nostro Paese sono troppo bassi, da troppo tempo. È urgente un intervento normativo che metta fuori gioco il dumping salariale”. Esattamente quanto il Movimento dice da tempo. Non a caso Nunzia Catalfo, la senatrice che ha presentato il ddl in questione, ha punzecchiato il Pd: “Ben svegliato… Noi del Movimento 5 Stelle lo diciamo dal 2013 […] È singolare che oggi i dem si ricordino del dumping salariale e dello sfruttamento dei lavoratori, problemi annosi che si sono amplificati proprio per colpa del loro immobilismo, ma tant’è…”. Non resta a questo punto che votare il ddl Catalfo.

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