Il Pentagono ammette: siamo in guerra contro l’Isis. E Putin rincara la dose dicendo che i missili possono essere armati con testate nucleari

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Siamo in guerra. Il Pentagono lo ammette per la prima volta. Siamo in guerra contro l’Isis. l’allarme arriva dal capo del Pentagono, Ash Carter, che in un’audizione davanti alla commissione Difesa del Congresso per aggiornare sulla strategia degli Stati Uniti contro l’Isis ha ammesso di aver “personalmente contattato” 40 Paesi per chiedere un maggiore contributo nella lotta allo Stato islamico, ha aggiunto: “La Russia deve concentrarsi sulla parte giusta di questa guerra”. Finora però i risultati non hanno soddisfatto le attese: “Sono d’accordo con il generale Dunford – ha proseguito Carter – che al momento non abbiamo contenuto l’Is”. Il capo del Pentagono ha detto che gli Stati Uniti sono pronti a usare elicotteri d’attacco nella battaglia per riprendere Ramadi, in Iraq, in caso di richiesta da parte del governo di Baghdad. Il segretario alla Difesa ha sottolineato però che dispiegare “significative” forze di terra Usa in Siria e in Iraq è una cattiva idea perché “americanizzerebbe” il conflitto.

IL CREMLINO

Putin ha detto che Mosca potrebbe utilizzare anche testate nucleari. “I missili Kalibr e i razzi da crociera A-101 – ha detto il leader russo – possono essere armati sia con testate convenzionali sia con testate speciali, cioè quelle nucleari. Certamente nulla di questo è necessario nella lotta ai terroristi, e spero che non sarà mai necessario”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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