Il rebus delle mascherine. Arcuri: “Il prezzo è fissato a 50 centesimi più iva e resterà quello. Se ci sono nei supermercati e non nelle farmacie c’è un difetto nella rete di approvvigionamento”

dalla Redazione
Politica

“Devo ringraziare anche gli italiani che hanno dato come sempre un bell’esempio nell’atteggiamento, cautela e prudenza per cominciare la fase 2. A loro voglio dire che è nell’esclusivo interesse dei cittadini che io e la Protezione Civile lavoriamo, qualche volta faccio degli errori dei quali o per i quali mi aspetto critiche e se serve reprimende, solo dai cittadini ai quali voglio dire che da due mesi lavoriamo solo nel loro interesse al fine di tutelare la loro salute. Per quanto mi riguarda lo faccio mettendoci la faccia, ben venute e loro critiche ma solo le loro”. E’ quanto ha detto il commissario straordinario all’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, nel corso di una conferenza stampa, in riferimento alla questione delle mascherine a prezzo calmierato.

Il commissario ha parlato anche di “una doppia morale” e ha assicurato che il prezzo fissato a 50 centesimi più Iva “è e resterà quello, purtroppo per gli speculatori e altre categorie simile ciò è e ciò sarà, se ne dovranno fare una ragione. La giungla che abbiamo lambito, la speculazione osservata non c’è più e non tornerà. Smentisco una fake news: non è il commissario a dover rifornire le farmacie e i loro distributori, né il commissario si è mai impegnato a farlo, il commissario si è impegnato a integrare, ove possibile, le forniture che queste categorie si riescono a procurare con le loro reti di approvvigionamento”.

“Se le mascherine ci sono nei supermercati – ha proseguito il commissario – e non nelle farmacie, evidentemente c’è un difetto di una rete di approvvigionamento. Perché i distributori delle farmacie non riescono a farlo? Perché evidentemente non hanno una quantità di mascherine uguale a quella che hanno dichiarato. Nei prossimi giorni firmeremo un accordo con la federazione dei tabaccai che hanno 50 milioni di punti vendita. L’ipotesi che il prezzo condizioni l’approvvigionamento delle mascherine è destituita da ogni fondamento perché le associazioni che hanno sottoscritto l’accordo hanno la possibilità di ricevere la compensazione. Noi abbiamo solo detto che le mascherine devono essere vendute a 50 centesimi ai cittadini abbiamo fatto ogni sforzo per far si che ciò potesse accadere, è successo che per una rete ha funzionato per l’altra no. E’ successo perché gli approvvigionamenti della Gdo funzionano, quelli dei distributori delle farmacie no, le farmacie non c’entrano nulla. Loro devono solo comprare le mascherine e portarle in farmacia, non lo stanno facendo. Esiste la compensazione del prezzo, non e’ li la ragione di questo mancato approvvigionamento”.

Il commissario ha, inoltre, ricordato che nell’ultima settimana sono state distribuite alle Regioni 36,2 milioni di mascherine, il 40% in più di quanto fatto fino alla settimana precedente, sono stati distribuite 208,8 milioni dall’inizio dell’emergenza e le regioni hanno una scorta di 55 milioni nei loro magazzini. “Non penso che siamo in ritardo, i numeri ci confortano – ha concluso Arcuri -, la curva dei contagi non ha ripreso a salire anzi ieri il numero dei ricoverati in terapia intensiva era inferiore a mille. A me sembra, utilizzando gli occhi e la ragione, che gli italiani sanno cosa fare e sono convinto che riusciremo a gestire la Fase 2. Eravamo il secondo paese per numero di contagi, oggi siamo il quinto c’era un numero di contagi davvero alto, forse qualche merito a questo Stato e a questi cittadini ogni tanto è giusto darlo. Purtroppo la Spagna e il Regno Unito hanno più contagiati di noi, forse abbiamo lavorato bene, perché non immaginare che lo stesso si possa fare anche nella Fase 2? Penso che siamo sulla strada giusta, pur con tutte le cautele e le protezioni necessarie. I cittadini sono cauti e prudenti, hanno cominciato a comprendere la possibilità di utilizzare le mascherine di comunità”.