Il rapporto, sostiene Benjamin Netanyahu, รจ basso. Domenica 21 giugno, al summit della Jewish News Syndicate a Gerusalemme, il primo ministro israeliano difende il bilancio di Gaza con un conto: in ogni conflitto urbano si contano sette o otto vittime civili per ogni combattente, ยซa Gaza il rapporto tra terroristi e civili รจ basso, nonostante le menzogneยป. La frase si chiude in pretesa di lode: ยซDovremmo essere elogiati, non attaccatiยป.
Il giorno prima, sabato 20, un drone israeliano colpisce una casa nel campo profughi di Bureij. Muore Ahmed Washah, venticinque anni, cameraman di Al Jazeera Mubasher, con altre due persone. L’esercito lo dichiara ยซcecchino di Hamasยป, senza esibire prove. ร il dodicesimo giornalista dell’emittente ucciso dall’ottobre 2023. Suo fratello Mohammed, anche lui di Al Jazeera, era stato colpito l’8 aprile, con la stessa etichetta. Il Comitato per la protezione dei giornalisti documenta da mesi la prassi: accusare di terrorismo i reporter uccisi, dopo, e senza riscontri.
Un rapporto basso si fabbrica cosรฌ. Il morto si sposta da una colonna all’altra con un comunicato. La cifra si decide a Gerusalemme, prima del terreno. L’Ufficio dell’Alto commissario ONU per i diritti umani, nel novembre 2024, aveva verificato che quasi il 70 per cento delle vittime di Gaza erano donne e bambini, e parlava di ยซviolazione sistematicaยป dei principi di distinzione e proporzionalitร . Dal cessate il fuoco del 10 ottobre l’esercito ha ucciso almeno 1.012 palestinesi. I suoi caduti, nello stesso periodo, sono cinque.
Intanto a Bengasi Domenico Centrone e Leonarda Alberizia restano detenuti dal 24 maggio, senza un’accusa formale, con le indagini libiche prorogate di altri trenta giorni. Antonio Tajani assicura di lavorare ยซaffinchรฉ possano essere rilasciati e magari espulsiยป.
Washah, in aprile, aveva chiesto una cosa sola: che si smettesse di colpire i giornalisti. Il suo ultimo rapporto non arriverร . Resta quello di Gerusalemme, basso.