Il Sud non basta: cresce più del Centro-Nord ma l’Italia è sotto la media Ue e scende l’occupazione tra i giovani

Il Sud cresce più del Centro-Nord per il quarto anno di seguito, ma il Pil resta sotto la media Ue. E scende l'occupazione tra i giovani.

Il Sud non basta: cresce più del Centro-Nord ma l’Italia è sotto la media Ue e scende l’occupazione tra i giovani

Il Sud cresce, per il quarto anno di seguito, più del Centro-Nord. Ma non basta, perché la crescita italiana torna ben al di sotto della media Ue e anche sul fronte dell’occupazione emerge un grosso problema da affrontare: il calo dei giovani che lavorano nel nostro Paese.

I dati forniti da Svimez evidenziano alcuni dati positivi, soprattutto per il Mezzogiorno. Ma che fanno da contraltare a una situazione generale che continua a essere critica. Nel 2025, per il quarto anno consecutivo, il Sud è cresciuto oltre la media nazionale, con un Pil in aumento dello 0,7% contro il +0,5% del Centro-Nord.

Svimez: arranca la crescita ma il Sud fa meglio del Centro-Nord per il quarto anno consecutivo

La crescita del Sud è quindi maggiore rispetto al Centro-Nord, ma il tasso è comunque sceso rispetto al +1% registrato nel 2024. Un Pil che fa segnare per così tanto tempo un aumento maggiore al Sud rispetto al Centro-Nord è una circostanza definita unica nelle statistiche italiane: per trovare una crescita stabilmente superiore al Sud bisogna tornare agli anni del boom economico, ma in una situazione ben diversa e con tassi molto sostenuti. Per quanto riguarda le singole aree, la crescita è stata dello 0,3% nel Nord-Ovest, dello 0,4% nel Nord-Est e dell’1% al Centro.

Per quanto riguarda le singole Regioni, l’Abruzzo fa segnare un +1,9% trainato dall’industria e dalle costruzioni. Bene la Campania, in salita dello 0,9%, e pure la Calabria che con un +0,8% fa meglio della media nazionale. Per le Regioni del Nord pesa invece la debolezza dell’export, soprattutto in Lombardia e Veneto.

La buona notizia per il Sud si affianca, però, a una molto bene buona per l’Italia nel suo complessivo: a preoccupare il divario di crescita dell’Italia rispetto all’Ue. Nel 2025 il Pil nazionale è cresciuto dello 0,5%, dopo il già deludente +0,8% del 2024. Dato ben al di sotto della media Ue dell’1,5%, per non parlare del confronto con la Spagna (+2,8%), ma anche della Francia (+0,8%). Solo la Germania fa peggio tra i big europei, fermandosi al +0,2%. L’Italia torna, dopo un triennio di sviluppo “più intenso” tra il 2021 e il 2023, su un “sentiero di crescita basso” che ricorda i “modesti incrementi osservati nei primi due decenni del nuovo millennio”.

L’allarme sull’occupazione dei giovani in calo

Un altro focus del rapporto Svimez è dedicato all’occupazione in Italia, che continua a crescere nel 2025 anche se a ritmi più contenuti rispetto agli anni precedenti. Gli occupati sono saliti di 185mila unità rispetto al 2024, ma l’aumento riguarda soltanto gli over 50. E il problema principale è che invece l’occupazione è in discesa del 2% tra gli under 35 e dell’1,3% tra i 35 e i 49 anni.

Per il quinto anno di seguito il Mezzogiorno fa registrare un aumento dell’occupazione superiore al Centro-Nord: +1,4% contro +0,6%. A trainare la crescita degli occupati sono la Calabria (+3,8%) e la Campania (+2,6%), mentre nel Centro-Nord le migliori sono Liguria (+2,7%) ed Emilia-Romagna (+2%). L’altra buona notizia che arriva dal Sud riguarda l’aumento dell’occupazione femminile: +1,9% contro il +1% di quella maschile.