Il taglio delle accise è una beffa: crolla lo sconto sulla benzina

Il governo conferma il taglio delle accise sul gasolio, ma riduce nettamente quello sulla benzina che scende a soli 5 centesimi al litro.

Il taglio delle accise è una beffa: crolla lo sconto sulla benzina

I soldi, evidentemente, sono finiti. E così anche la recente promessa di Giorgia Meloni viene tradita. Il taglio delle accise non diventa semplicemente meno orizzontale, come aveva assicurato la presidente del Consiglio, ma viene più che dimezzato. Meloni prometteva un taglio più alto per il gasolio e più basso per la benzina. Alla fine, però, si è semplicemente deciso di confermare lo sconto di 24,5 centesimi sul diesel e di ridurre nettamente quello della benzina a soli 5 centesimi (qualcosa in più conteggiando l’Iva) al litro.

La benzina, quindi, da domani costerà più di 1,9 euro al litro. La proroga durerà, come previsto, meno di quella precedente, per un totale di 21 giorni. Il taglio, che per Meloni è impossibile rendere strutturale ora a fronte di risorse limitate, sarà finanziato attraverso le sanzioni dell’Antitrust e l’extragettito Iva derivante proprio dall’aumento dei prezzi del carburante con lo scoppio della guerra in Iran.

Non solo il taglio delle accise, arriva anche il piano casa

Ma l’attenzione del governo, dopo il Cdm, si è concentrata soprattutto sul piano casa. L’obiettivo è ambizioso e lo svela la stessa Meloni: si punta a raggiungere 100mila tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni. E per farlo si dedica, complessivamente, fino a 10 miliardi di risorse pubbliche “a cui si sommeranno gli investimenti privati”. Il piano si basa su tre pilastri. Il primo riguarda il recupero e la manutenzione del patrimonio esistente, con circa 60mila alloggi che oggi non si possono assegnare perché occupati o inagibili e con lavori da fare e che diventeranno disponibili.

Recupero che, come annuncia il ministro competente in materia, Matteo Salvini, può essere raggiunto entro un anno. Per questo pilastro si prevedono 1,7 miliardi più altri 4,8 attualmente previsti nei piani di rigenerazione urbana da distribuire ai comuni. Il governo prevede anche la nomina di un commissario straordinario e un meccanismo sulla casa a riscatto, ovvero ècome spiega Salvini una formula per cui non si paga a vuoto l’affitto ma poi si può riscattare quanto versato come se fosse un anticipo per l’acquisto dell’immobile.

Il secondo pilastro riguarda la concentrazione delle risorse nazionali ed europee rivolte all’emergenza abitativa in un unico strumento da oltre 3,7 miliardi. Per il terzo pilastro, spiega Meloni, si punta invece sui privati, cercando di attrarre “robusti investimenti”: “Lo Stato – sottolinea – assicura al privato che vuole investire semplificazioni burocratiche, procedure veloci e un commissario straordinario, ma in cambio il privato dovrà garantire, su 100 alloggi che costruisce, che almeno 70 siano di edilizia convenzionata”. Ovvero immobili con un prezzo di vendita o affitto “scontato di almeno il 33% rispetto al costo di mercato”. Ma per il restante 30% degli alloggi le procedure non cambieranno: le semplificazioni riguarderanno solo l’edilizia convenzionata.

Previsto, inoltre, il “dimezzamento di tutti gli onori dei notai” per l’edilizia a prezzi calmierati, con un accordo con la categoria. Ancora, si prevede un decreto d’urgenza per la semplificazione degli sgomberi e per “rendere più facile la liberazione degli immobili occupati abusivamente”. Infine, aggiunge Salvini, viene previsto un aiuto all’affitto tra i 400 e i 500 euro per i genitori separati.