Il vino seduce e ti rende infedele. Sempre più consumatori tradiscono la propria terra. Solo al Sud vince la tradizione con bianchi e rossi locali

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Che l’italiano ami sempre di più il tradimento lo si vede pure dal vino. La fedeltà alla propria terra e al suo nettare non è più ferrea e garantita come fino a qualche lustro fa. La globalizzazione ci ha portato a bere e mangiare qualsiasi prodotto mondiale, anche se nel vino il Made in Italy la fa ancora da padrone. Semmai si cominciano a bere (e comprare) di più bianchi e rossi di altre regioni. Si sconfina un po’, insomma. Del resto l’erba del vicino spesso è più verde. A Roma e nel Lazio, ad esempio, pur avendo vini doc pregiati (dal Marino al Frascati superiore, a quelli di Castelli romani, Colli Lanuvini e Colli Albani, dall’Est Est Est al Cesanese, per finire con l’Orvieto, a metà con l’Umbria) si comprano soprattutto Chianti e Montepulciano d’Abruzzo per quanto riguarda i rossi e il Vermentino tra i bianchi. È quanto emerge dalla classifica redatta dall’Iri per Vinitaly (in programma alla Fiera di Verona dal 22 al 25 marzo). La ricerca tiene conto delle richieste nei supermercati. Ma stando ai dati emersi non sono fedeli neanche regioni come Liguria, Umbria e Puglia. A Genova, Savona e dintorni si acquistano soprattutto vini lombardi e piemontesi, come Bonarda e Barbera. In Umbria spopola il Trebbiano d’Abruzzo tra i bianchi e Sangiovese e Montepulciano d’Abruzzo tra i rossi. In Puglia nonostante il Primitivo di Manduria e il Negroamaro primeggia il Sangiovese (non solo quello pugliese, ma anche il toscano e l’emiliano).

COME DA TRADIZIONE
Fedeli alle tradizioni invece le altre regioni. In Lombardia e Piemonte vince la Barbera, in Emilia-Romagna il Lambrusco, nel Triveneto il Merlot, nel Trentino il Teroldego, in Toscana Chianti e Morellino, nelle Marche il Verdicchio. Al Sud invece vige il monopolio. In Sicilia podio per Nero d’Avola, Syrah (quello dell’isola) e Alcamo. In Campania Solopaca e Aglianico la fanno da padroni. Mentre in Basilicata e Calabria spadroneggiano Cirò e Aglianico.

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