In 3 mesi 211 mila euro di donazioni. Ecco chi spinge la zattera di Toti. Moby, Black Oil & Co finanziano il comitato Change. Ente che sostiene il minipartito del governatore ligure

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Se ne parla, probabilmente, meno di quanto si debba. Certo è che il movimento politico del governatore della Liguria, Giovanni Toti, ha attratto su di sé gli interessi di tanti. A tal punto da ricevere finanziamenti non certo di secondo piano da un colosso nel mondo della crociera come Moby e finanche da una società petrolifera che, in realtà, già in passato aveva finanziato Toti. Negli ultimi mesi il comitato vicino all’ex forzista ha già raccolto 211mila euro che, verosimilmente, serviranno per lanciare “Cambiamo!”, il nuovo movimento politico nato dalla scissione con Silvio Berlusconi.

CHI RACCOGLIE I SOLDI. Ma partiamo da principio. A ricostruire il flusso di denaro ci ha pensato il sito di monitoraggio e trasparenza politica, OpenPolis. Esattamente come Matteo Renzi, infatti, “anche il politico ex Forza Italia ha utilizzato un’associazione per il lancio del suo soggetto politico”. Parliamo nel dettaglio del comitato Change: “Creato per la campagna elettorale delle regionali 2015 – spiega ancora il portale – l’organizzazione ha sempre avuto un ruolo centrale nella carriera del politico”. Fino a poco tempo fa sarebbe stato impossibile conoscere i finanziatori di questa fondazione come delle altre.

Oggi, però, grazie alla legge Anticorruzione è d’obbligo per pubblicare i nomi dei contributori e l’entità del contributo stesso. E così veniamo a sapere che nell’ultimo periodo l’organizzazione è stata rilanciata ed “utilizzata in maniera strategica per la decisione di uscire da Forza Italia”, scrive ancora OpenPolis. In soli 3 mesi, infatti, la fondazione ha già ricevuto, come detto, circa 211mila euro in contributi, in una raccolta fondi che è stata propedeutica alla presentazione di “Cambiamo!”, il soggetto politico che è l’evoluzione, nonché la traduzione in italiano, di Change.

I FINANZIATORI, In totale parliamo di “soli” cinque donatori, ma certamente di peso. A spiccare su tutti, come detto, la società Moby che ha versato sui conti di Change 100mila euro. A pensar male si fa peccato, ma certo è che la società ha grossi interessi in Liguria considerando i porti turistici che, ovviamente, sono fondamentali per le compagnie di navigazione. Anche scartabellando tra i finanziatori di altri partiti politici, non si trovano donazioni così consistenti. L’unica esattamente uguale è quella arrivata da Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, nelle casse di Forza Italia. Però in questo caso c’è un rapporto evidentemente diretto e, verrebbe da dire, anche di affetto. Sarebbe curioso capire la ratio di quello di Moby. Ma, ovviamente, non è l’unico.

Altri 50mila euro arrivano dalla Black Oil Spa, società petrolifera con sede a Genova, della famiglia Costantino, che già in altre occasioni aveva finanziato campagne elettorali di Toti. Nell’ottobre scorso, quando i dati dei finanziatori ancora non erano pubblici, un’inchiesta dell’Espresso svelò che da un’altra società della famiglia Costantino (la Europam) erano stati versati sui conti di Change 80mila euro, poco prima e subito dopo l’elezione di Marco Bucci a sindaco di Genova. Altri versamenti, ancora, sono arrivati dalla Innovatec spa, società che lavora nell’energia rinnovabile ed ecosostenibile (20mila euro); dalla Diaspa srl, che si occupa di sondaggi e statistiche (30mila euro). E, infine, ulteriori 11.200 euro a titolo di “prestazioni”, arrivano da Stefano Somaglia, amministratore delegato di un’altra società (sempre di Genova), la Suma Software srl.