In Crimea torna la Guerra Fredda

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dalla Redazione

Putin manda i suoi soldati in Crimea, Obama minaccia. I militari ucraini di stanza in Crimea si schiarano con i filorussi, mentre a Kiev vengono richiamati in riservisti. Una polveriera, pronta ad esplodere. E con la miccia sempre più corta. L’esercito russo ha iniziato infatti stamattina l’assalto di un reparto della Marina militare ucraina a Sebastopoli: lo scrive un deputato del partito Udar, Dmitri Bolotserkovets, citato dall’agenzia Unian e dal quotidiano Ukrainskaia Pravda, secondo cui un ufficiale ucraino inviato per trattare è stato fatto prigioniero. In un locale sarebbe scoppiato un incendio. I militari ucraini hanno bloccato un mezzo blindato russo e si preparano alla difesa, mentre lungo il perimetro della caserma sono disposti uomini armati di mitra.

Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha avvertito la Russia che se non ferma l’escalation militare contro l’Ucraina ci saranno gravi ripercussioni nei rapporti con gli Stati Uniti. “Se Mosca non assume passi concreti e immediate per invertire questa escalation di tensione, gli effetti sulle relazioni Usa-Russia e sullo status internazionale della Russia saranno profonde”, ha avvertito il capo della diplomazia di Washington in una nota. “Le azioni di Mosca”, ha aggiunto Kerry, “non solo violano gli accordi internazionali, ma sono una minaccia alla pace e alla sicurezza dell’Ucraina e di tutta la regione”. Il capo della diplomazia ha riferito di essersi consultato in videoconferenza con diversi ministri degli Esteri”per coordinare i prossimi passi”. “Siamo concordi nelle valutazioni e lavoreremo a stretto contatto per sostenere l’Ucraina e il suo popolo in queta ora storica”, ha aggiunto, insistendo perche’ Mosca ritiri le truppe dal territorio ucraino. Kerry ha anche ricordato come gli Usa, “fin dal primo giorno” della rivolta contro il presidente poi destituito Viktor Yanukovich, abbiano messo in chiaro che riconoscono e rispettano i legami della Russia con l’Ucraina e le sue preoccupazioni per il trattamento dei russofoni”. “Queste preoccupazioni”, ha però avvertito, “devono essere affrontate in un modo che non violi la sovranità e l’integrità territoriale ucraine, ma con un confronto con il governo dell’Ucraina”.

Sul versante italiano, il premier Matteo Renzi rientrerà nel pomeriggio a Roma per presiedere una riunione a palazzo Chigi con i ministri degli Esteri e della Difesa, Federica Mogherini e Roberta Pinotti, sulla crisi in Crimea.

 

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