In Lombardia la farsa è finita. Gallera ammette il fiasco. Il Pirellone poteva istituire subito le zone rosse. Ma da settimane scarica la colpa sul Governo

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Alla fine tutti i nodi stanno venendo tristemente al pettine. La Regione Lombardia, per anni presentata come esempio di gestione virtuosa del territorio e del buon governo del centrodestra a trazione leghista, fin dall’inizio dell’emergenza coronavirus ha mostrato tutti i limiti di una classe dirigente che tanto sul fronte della vecchia Forza Italia quanto su quello della Lega di Matteo Salvini tutto appare meno che virtuosa. Un disastro la stessa sanità che veniva indicata come un’eccellenza rispetto a quella del disastrato sud. E, tra ritardi nell’istituzione delle zone rosse e strage di anziani nelle Rsa, ad ammettere gli errori è ora lo stesso assessore lombardo al welfare Giulio Gallera, forzista della prima ora.

LA RESA. In collegamento con Agorà, su Rai3, l’esponente di FI ieri ha riconosciuto che la Regione Lombardia avrebbe potuto istituire autonomamente la zona rossa di Alzano e Nembro nei primi giorni di marzo, ma non l’ha fatto. Gallera ha quindi cercato una scusa, sostenendo che al Pirellone fossero convinti che avrebbe provveduto il Governo. Un tentativo per scaricare le responsabilità sul premier Giuseppe Conte che appare evidente essere però solo una pezza, messa anche male, su responsabilità tutte lombarde. “Martedì 3 marzo – ha dichiarato l’assessore – alla sera ero in collegamento telefonico con il professor Brusaferro e lui mi ha detto che, anche su nostra indicazione, l’Istituto superiore di Sanità stava chiudendo la richiesta formale al governo di istituzione della zona rossa. Il 5 arrivano ad Alzano e Nembro un cospicuo numero di militari e quindi noi a quel punto, con l’indicazione dell’Iss, attendevamo l’istituzione della zona rossa”.

Alla fine però ha capitolato lo stesso big azzurro: “Ho approfondito ed effettivamente avremmo potuto farla noi”. E ha aggiunto: “Poi il governo ha deciso di fare la zona rossa su tutta la regione, quindi l’obiettivo a quel punto era stato raggiunto: evitare che la gente uscisse”. L’efficiente Regione Lombardia è rimasta paralizzata davanti al Covid-19. “Siamo stati travolti da uno tsunami”, ha detto lo stesso Gallera.

DIFESA IMPROBABILE. Non essendo state istituite subito le zone rosse e visto anche quanto sta emergendo sui contagi all’interno delle Rsa, difficile ormai difendere il governatore Attilio Fontana e la sua giunta. A provarci è stata l’ex ministra Mariastella Gelmini. “Il presidente Fontana e l’assessore Gallera stanno affrontando con grande impegno questa emergenza. Che rappresentanti del Pd provino a montare delle polemiche a emergenze in corso io lo trovo profondamente inopportuno e anche scorretto”, ha sostenuto la capogruppo di FI alla Camera. Ma più che di polemiche si parla di un bilancio fatto di centinaia di morti. A cercare di ridare un po’ di smalto al Pirellone ci ha infine provato ieri sera sempre Gallera, sostenendo che frena il contagio da coronavirus in Lombardia. Ieri il numero di positivi era di 52.325.

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