In Lombardia la Lega inciampa sulle moschee. Per la Consulta la norma dell’ex governatore Maroni è illegittima. “Così si limita la libertà religiosa”

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Altra batosta per la Lega e per i sovranisti. La Consulta ha bocciato la legge contro le moschee approvata dalla Regione Lombardia quando era governatore Roberto Maroni. Per la Corte Costituzionale con quella norma è stata limitata irragionevolmente la libertà di culto, garantita dall’articolo 19 della Costituzione. Annullate così le disposizioni che ponevano come condizione per aprire un nuovo luogo di culto l’esistenza di un piano per le attrezzature religiose. Secondo i giudici veniva infatti fortemente compressa la libertà religiosa senza senza che a tutto ciò “corrispondesse alcun reale interesse di buon governo del territorio”.

Il solito spot insomma sulla pelle di chi viene bollato come diverso. A far pronunciare la Consulta è stato il Tar della Lombardia, intervenuto nella controversia relativa alla realizzazione di un centro islamico a Sesto Calende, in provincia di Varese. I leghisti però non cedono. “Era giusto andare avanti, come avveniva in un paese in provincia di Cremona, con locali che di giorno erano macellerie islamiche e di notte moschee abusive? Secondo me, no!”, ha scritto il governatore Attilio Fontana su Facebook.

E a difendere la legge bocciata è stata anche Viviana Beccalossi, attuale presidente del Gruppo Misto in consiglio regionale e nel 2015 assessore all’urbanistica. “Tutti devono ricordare che la legge del 2015 è stata emanata mentre nelle nostre città emergevano ovunque moschee abusive, mentre in mezza Europa si viveva nella paura degli attentati terroristici”.

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