“In Lombardia la medicina territoriale si è persa e non esistono più consultori”. Per Sala serve un’esame di coscienza sulla sanità regionale

dalla Redazione
Politica

“I contagi li guardo poco da sempre, sono solo la punta dell’iceberg e una quota del totale: preferisco ascoltare i medici. Oggi la situazione mi sembra ampiamente sotto controllo, il futuro lasciamolo ai virologi, e pare non lo conoscano bene nemmeno loro”. E’ quanto ha detto a Circo Massimo il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. “Non so se il virus si sia indebolito come dice Alberto Zangrillo – ha aggiunto il primo cittadino del capoluogo lombardo – ma senz’altro spero che siamo noi a essere diventati più forti nel combatterlo come sostiene Ilaria Capua”.

“Per rispetto istituzionale – ha aggiunto Sala – non ho intenzione di litigare con Fontana, ma un’esame di coscienza sulla sanità lombarda andrebbe fatto. La medicina territoriale in Lombardia si è persa, non esistono più consultori. Sono perplesso sulla riapertura del sistema scolastico, oggettivamente si capisce ancora poco. Penso che siamo stati un filino esagerati, si poteva tornare in sicurezza. In Germania hanno fatto test a tutti e hanno riaperto, ho paura che in Italia abbiamo esagerato. Il problema adesso è legato all’anno prossimo”.

“Penso che serva un Governo con persone che abbiano una storia alle spalle – ha aggiunto il primo cittadino di Milano – e che sappiano affrontare una situazione difficile. Se Conte pensa che vada bene cosi’ ne prendo atto. Ma non voglio destabilizzare il Governo, oggi non vedo alternative a Conte. Molti di noi guardano con rispetto a una figura come Draghi, ma oggi non ci sarebbe un parlamento disponibile a supportarlo. La Sinistra non ha proposto un serio candidato alternativo e non sono certamente io. Piuttosto penso che in questo momento sia il caso di guidare il cambiamento attraverso le grandi città”.