Incendio Torre dei Moro, la Procura di Milano apre un’inchiesta. Le fiamme partite da un appartamento del 15esimo piano

Torre dei Moro Milano
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Sarà la Procura di Milano a dare risposte in merito alle cause del violento incendio ieri ha avvolto e distrutto (qui le immagini girate dall’elicottero dei Vigili del fuoco) la Torre dei Moro di Milano (leggi l’aticolo). “Qualunque ipotesi sarebbe veramente dissennata in questo momento, è troppo presto, ma verrà tutto quanto esaminato” ha detto oggi la procuratrice aggiunta del Tribunale di Milano, Tiziana Siciliano che indaga sull’enorme incendio divampato in via Antonini, fortunatamente senza causare vittime.

Sollecitata se il cortocircuito è una delle ipotesi, Siciliano ha risposto che “è una delle ipotesi ovviamente” ma “è troppo presto”. “I pannelli abbiamo visto che hanno preso fuoco – ha aggiunto il magistrato – però bisogna esaminare il materiale e sono tutte cose che andranno fatte in laboratorio”. Per Siciliano “bisognerà anche verificare la normativa dell’epoca perché questo palazzo ha dieci anni che sembrano molto pochi, ma in dieci anni tante normative sono cambiate ci sono anche nuove conoscenze sui materiali”.

“Per cui – ha detto ancora il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano – tante cose da valutare ci sono che richiederanno tempo e grande accuratezza. Ho potuto avvicinarmi ma all’interno al momento ci si può entrare con cure straordinarie perché il grande calore si è sviluppato ha distrutto le solette. La struttura insieme regge ma le solette sono pericolanti. E’ molto pericoloso”.

“Le fiamme confermo che sono partite dal 15esimo piano, dove gli inquilini erano assenti da due settimane, secondo quello che ha riferito il custode” ha detto l’amministratore del condominio via Antonini a Milano,  Giuseppe Bononi. Inoltre “da quello che si vede dai video” l’innesto dell’incendio sarebbe partito dall’interno dell’appartamento”.

“Era fatto da alucobond – ha aggiunto – ed era finito da molti anni, stavamo pensando di pulirlo e verificarne la stabilità, era parecchio tempo che non si faceva nulla su quella facciata e, approfittando delle agevolazioni fiscali volevamo fare una pulizia, e verificare gli stati di ancoraggio dei pannelli “. L’alucobond è un materiale composito costituito da due lamiere esterne di alluminio e un nucleo di sostanze minerali difficilmente infiammabili o ignifughe.

“Ero appena tornato a casa dalle vacanze, ho sentito un forte odore di fumo già sul pianerottolo, mi sono affacciato dalla finestra e ho visto le volute di fumo provenire dall’appartamento di sotto al quindicesimo piano”. Ha raccontato agli inquirenti un inquilino del sedicesimo piano. Ha telefonato ai vigili del fuoco, ha bussato a più porte per allertare gli altri inquilini e decisiva per diffondere l’allarme, stando al suo racconto, è stata una “chat” creata tra i condomini.

“Sono già state ospitate – rende noto l’assessore alle Politiche sociali e abitative del Comune, Gabriele Rabaiotti – 22 persone in strutture alberghiere convenzionate con il Comune, non escludo che qualche altra famiglia possa richiedere di essere ospitate. In totale sono 74 le persone evacuate. Dobbiamo aspettare che siano chiari gli estremi delle loro forme assicurative e capire quando e come potrà essere ristabilita una soluzione abitative per queste famiglie. Noi interveniamo finché la struttura privata non riesce a garantire una soluzione per le famiglie. Ragionevolmente la Procura ha aperto un’indagine per accertare le cause di questo incendio. Se ci costituiremo parte civile? Adesso è prematuro dirlo, valuteremo”.

“Era una situazione molto complicata – ha detto ancora l’assessore – perché l’incendio ha divorato l’edificio, ma propagandosi dall’alto c’è stato il tempo per evacuare per le persone che erano all’interno. L’intervento è stato sollecito, così come l’appello che è stato fatto per capire chi era dentro e chi era già fuori. I vigili del fuoco e la polizia sono intervenuti in tempo record. La cosa più importante è che nessuno sia rimasto ferito o abbia lasciato lì la propria vita. Poteva essere veramente una catastrofe. Il Comune e il pubblico intervengono a supplire nei momenti di emergenza, ma questa situazione riguarda un edificio privato quindi vi è tutta una componente di situazioni assicurative che non dipende da noi”.

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