Inchiesta sulla Sanità romana. Legami tra neofascisti e Lega. Il sindacalista arrestato chiamò Borghezio. Gli offrì un dossier per screditare Zingaretti

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Sembra davvero difficile negare una certa vicinanza tra la Lega e l’estremismo di destra. Prima era stata l’inchiesta di Report a supporlo, per giunta in un ambito transnazionale, ora a suggerirlo – seppur tra le righe – è l’ultima inchiesta della Procura di Roma su una presunta corruzione nella Sanità del Lazio. Questo quanto emerge dall’ordinanza che ha portato all’arresto del sindacalista ed ex esponente di Avanguardia nazionale, Andrea Paliani, quest’ultimo deciso a condizionare la gestione di una clinica privata romana, di un maresciallo dei carabinieri e di un consulente del lavoro. Centosettantotto pagine piene zeppe di intercettazioni in cui, in modo del tutto inaspettato, oltre ai nomi di alcuni esponenti di spicco dell’universo “nero” tra cui quello dell’amico nonché ex leader di Movimento Politico e di Avanguardia nazionale Maurizio Boccacci oppure dello storico capo degli Irriducibili Francesco Piscitelli, spunta pure quello dell’ex europarlamentare della Lega, Mario Borghezio, che, è bene sottolinearlo, non risulta indagato.

Il politico, prima di entrare a far parte della Lega Nord, ha avuto esperienze nel movimento monarchico poi negli ambienti dell’estrema destra extraparlamentare e per questo, secondo diverse inchieste giornalistiche, è ritenuto colui che ha reso possibile il contatto tra il partito che fu del Senatùr e l’estremismo nero. Una vicinanza che effettivamente si ritrova anche nel carteggio dell’inchiesta, per essere precisi in un’intercettazione tra il leghista e Paliani. La circostanza che porta il sindacalista ad alzare la cornetta per chiamare l’uomo del Carroccio è quella di consegnare a quest’ultimo un dossier con cui sarebbe stato un gioco da ragazzi screditare il segretario del Pd e governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. A parlare per primo è Paliani: “Borghezio, ciao sono Andrea “Geppo” di Avanguardia…”. “Ah ciao dimmi tutto…”, risponde l’allora eurodeputato. “Senti… io ti volevo dire ho un dirigente vostro della Lega nel frosinate… e in più ho notizie per quanto riguarda la sanità privata accreditata nel Lazio di truffe…” spiega Paliani.

Borghezio è incuriosito e allora il sindacalista spiega: “truffe da parte del Gruppo Ini, amici del Pd… io ti volevo incontrare perché… Senti ma quando ci possiamo vedere per la sanità privata perché fai scoppiare una bomba nel Lazio contro Zingaretti che ti rifà salire a livelli…”. Parole al miele a cui risponde Borghezio: “Ti chiamo appena torno”. Una conversazione probabilmente innocua ma su cui vogliono vederci chiaro i magistrati per capire chi sia il dirigente leghista nel frusinate, se ci sia stato il passaggio di informazioni da Paliani e se ci siano stati altri esponenti del Carroccio coinvolti nella vicenda.