L’incidenza settimanale continua ad aumentare. Siamo a 351 casi ogni 100mila abitanti. In 12 regioni il tasso di occupazione delle terapie intensive è sopra la soglia critica del 10%

In 12 regioni, evidenzia il monitoraggio settimanale dell'Iss, il tasso di occupazione delle terapie intensive è sopra la soglia critica del 10%.

L’incidenza settimanale a livello nazionale continua ad aumentare: 351 casi ogni 100mila abitanti contro 241 di una settimana fa. Stabile al 1,13, ma al di sopra della soglia epidemica, l’indice Rt. Sono i dati della Cabina di regia per il monitoraggio settimanale, forniti dall’Istituto Superiore di Sanità (qui il focus).

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“L’incidenza settimanale a livello nazionale – sottolinea l’Iss – continua ad aumentare: 351 per 100.000 abitanti (17/12/2021 – 23/12/2021) vs 241 per 100.000 abitanti (10/12/2021 -16/12/2021), dati flusso ministero Salute. Nel periodo 30 novembre – 13 dicembre 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici e’ stato pari a 1,13 (range 1,11 – 1,15), stabile rispetto alla settimana precedente ma al di sopra della soglia epidemica. E’ stabile, ma ancora sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt = 1,11 (1,07-1,14) al 23/12/2021 vs Rt = 1,09 (1,06-1,14) al 7/12/2021”.

Ancora in salita, secondo i dati contenuti nel monitoraggio settimanale dell’Iss, anche l’occupazione dei posti letto nei reparti ordinari e nelle terapie intensive. “Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 10,7% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 23 dicembre) vs il 9,6% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 16 dicembre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale – si spiega – sale al 13,9% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 23 dicembre) vs il 12,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 16 dicembre).

Dodici le regioni e PA (9 dello scorso rilevamento) sopra soglia critica del 10% per occupazione in terapia intensiva. Sono Calabria (16,6%), E-R (12,4%), FVG (14,9%), Lazio (10,3%), Liguria (14,2%), Lombardia (10,6%), Marche (18,7%), Pa Bolzano (21,0%), PA Trento (24,4%), Piemonte (10,7%), Toscana (11,6%), Veneto (15,9%). Nove (8 in precedenza) oltre sogli del 15% per occupazione dei reparti di area medica: Calabria (a 25,9%), FVG (22%), Liguria (24,8%), Marche (19,5%), PA Bolzano (16,4%), PA Trento (19,1%), Sicilia (15,5%), Valle d’Aosta (22,2%), Veneto (18,2%).

Nessuna nuova Regione, da lunedì, andrà in zona gialla ma sono in diverse a rischiare il cambio di colore fra dieci giorni, se si tiene conto dei parametri di occupazione dei reparti ordinari (fissati al 15%) e delle terapie intensive (al 10%). Evita il giallo il Piemonte che ha il 14,9% di occupazione nei reparti ordinari e il 10,7% nelle rianimazioni. Anche Lombardia (13,8% nei reparti ordinari e 10,6% nelle intensive), Lazio (rispettivamente 14,3% e 10,3%) e Sicilia (con un 15,5% nei ricoveri e un 9% nelle rianimazioni) sono a fortissimo rischio per i prossimi giorni.

Rimangono in zona gialla, in virtù dei parametri presi in esame della Cabina di regia dell’Iss, Veneto, Liguria, Marche, la provincia di Trento e poi Friuli Venezia Giulia, Calabria e la provincia di Bolzano. Quanto all’incidenza, salita a 351 casi per centomila a livello nazionale, Bolzano (che la scorsa settimana era al top in Italia con ben 566,8 casi per centomila e ora e’ sceso a 403,6), lascia il triste primato al Veneto, con 590,5 casi. A seguire ci sono Lombardia con 516,3, Valle d’Aosta con 473,8, Piemonte con 439,9 e Liguria con 432,9. L’incidenza più bassa è in Molise, passato nel giro di una settimana da 30,3 a 68,8.

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Pubblicato il - Aggiornato il alle 11:12
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