Come spesso capita gli assenti fanno parlare più dei presenti. Solo che in questo caso l’assenza di Matteo Renzi dal selfie di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, seduti al tavolo di un’osteria romana, ha il sapore di un’esclusione. Insomma Renzi continua a dividere e a far discutere il campo dei progressisti, con i riformisti dem che lo reclamano e Avs e M5S che manifestano cautela. Secondo un sondaggio di Lab21 per La Notizia il 51,6% degli intervistati considera Italia viva una “forza respingente” e solo il 24,3% la giudica una forza attrattiva.
Incognita Renzi nel Campo largo. I leader frenano, ma non chiudono
“Al lavoro. Per cambiare l’Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio”, sono le poche parole che hanno accompagnato il selfie postato sui profili social di tutti e quattro i capi di partito. Che hanno lanciato due piazze per comunicare al Paese che l’alternativa c’è: una al Nord e una al Sud. L’obiettivo è portare sul palco i leader e le battaglie in comune già fatte in Parlamento e raccogliere spunti dalla società civile in vista della scrittura del programma del campo progressista. Nella foto però mancano sia Riccardo Magi di Più Europa che Renzi, come non compaiono l’aspirante federatore civico Alessandro Onorato ed Ernesto Ruffini. Un’esclusione che sarebbe stata suggerita in questa prima fase da Avs e M5S ma che non precluderebbe ripescaggi dei moderati centristi in un secondo step.
La replica
“Perché non c’era Renzi nella foto del campo largo? Perché è normale che le forze politiche che hanno una maggiore responsabilità, anche per una ragione matematica, si assumano l’onere di fare un passo avanti. Pd, M5S e Avs oggi rappresentano circa il 42% dei consensi secondo tutte le rilevazioni disponibili e sono le tre forze più grandi dell’opposizione”, ha spiegato dichiarato Fratoianni da Avs. Nessun veto però, ha chiarito sempre da Avs, Bonelli. “Da parte nostra non esistono veti nei confronti di nessuno: il criterio è quello programmatico. L’obiettivo è costruire un’alleanza larga, capace di tenere insieme culture politiche diverse attorno a priorità condivise come lavoro, sanità pubblica, giustizia sociale, conversione ecologica ed energia pulita. È auspicabile che accanto alle forze che stanno già lavorando a questo percorso possa consolidarsi anche un’area civica e moderata”.
I paletti di Conte
Interviene anche il leader del M5S. “Non entriamo nel giochino per cui” la foto rappresenta “l’estrema sinistra. Quel formato nasce dal fatto che durante questa legislatura abbiamo già avuto tanti incontri, abbiamo già lavorato e non significa che vogliamo escludere la possibilità che ci siano forze moderate”, ha detto ospite di AdnTalks, intervistato dal direttore Davide Desario, Conte. Che è stato al battesimo del progetto civico di Onorato. Ma per Conte l’ingresso di Renzi non è scontato.
“L’obiettivo primo – ha spiegato ad Andrea Scanzi – è cambiare l’Italia. Sicuramente c’è un problema di affidabilità dei compagni di viaggio. Non dobbiamo creare un’accozzaglia, un caravanserraglio, perché altrimenti si vincono le elezioni e poi ci si scioglie come neve al sole. Bisogna costruire un progetto e vedere poi se allargare a chi e come, ma con garanzie e paletti se si dovesse arrivare ad allargare”.
Renzi non ci sta
Renzi da parte sua affila le unghie e non ha alcuna intenzione di rimanere fuori dal cerchio. “Se la sinistra rimane unita, vince. Se la sinistra si divide, vince la Meloni. Per questo io non raccolgo le polemiche – anche in queste ore – da parte di chi pensa di essere autosufficiente. Nel 2022 il centrosinistra si è diviso ed ha perso: ora bisogna voltare pagina. Io lavoro per unire il centrosinistra e dividere il centrodestra. Se qualcuno vuole fare come nel 2022 o come alle regionali in Liguria mettendo veti, magari per mandare la destra non solo a Chigi ma anche al Quirinale, lo spiegherà ai cittadini: noi saremo presenti sulle schede elettorali come centrosinistra. Sperando che ci sia un solo centrosinistra. il nostro popolo vuole unità, unità, unità”, ha scritto il leader di Italia viva nella sua Enews.
Dal Nazareno per ora pochi commenti. La linea della segreteria è quella del testardamente unitari ma Schlein continua a barcamenarsi tra i riformisti del partito che vogliono Renzi dentro e gli alleati di Avs e M5S che appunto sono prudenti. Nel selfie ha prevalso la prudenza.