Shein nel mirino della Commissione Ue: avviata un’indagine e rischio stop in Europa

La Commissione Ue apre un’indagine su Shein per possibili violazioni del Dsa. In gioco sanzioni e futuro del colosso cinese in Europa.

Shein nel mirino della Commissione Ue: avviata un’indagine e rischio stop in Europa

Prezzi stracciati, milioni di clienti e all’orizzonte uno scontro tra l’Ue e il gigante dell’e-commerce cinese, Shein. La la Commissione Ue di Ursula von der Leyen, infatti, ha aperto un’indagine formale sul famoso portale, specializzato nel fast fashion, in quanto “sospettato di non rispettare le regole digitali dell’Unione”.

Il Digital Services Act europeo e le presunte violazioni

Il perno dell’inchiesta è il Digital Services Act, la nuova architettura normativa che chiede alle piattaforme online di prevenire la vendita di prodotti illegali e di proteggere gli utenti, soprattutto i più giovani. Una serie di norme che, però, Shein potrebbe non aver rispettato con Bruxelles che vuole capire se i sistemi di controllo del portale funzionano davvero o se sono poco più che una rete a maglie larghe.

Dalla Francia un campanello d’allarme

Questa iniziativa non è il classico fulmine a ciel sereno, ma era ormai nell’aria da tempo. Infatti in Francia, lo scorso novembre, il sito era stato sospeso dopo il ritrovamento online di bambole sessuali con tratti infantili che avevano suscitato un’ondata di sdegno in tutta l’Ue. Stop al commercio oltralpe che poi era stato revocato da un tribunale francese secondo cui la misura era “eccessiva”.

Proprio da quel momento in poi, l’Unione europea ha iniziato a mettere nel mirino il portale cinese con alcune fonti Ue che hanno sottolineato “problemi strutturali nei meccanismi di vigilanza della piattaforma”. Non solo giocattoli, anche abbigliamento, elettronica, e gioielli, sarebbero in larga misura “fuori norma”. Almeno questo è quanto sostengono da Bruxelles.

Algoritmi che agganciano, utenti che restano

E non è tutto. L’indagine guarda anche al design del servizio che prevede incentivi continui per i clienti. In particolare si guarda ai sistemi di ricompensa, ai suggerimenti personalizzati dettati dall’algoritmo, e alle dinamiche che scentemente vengono proposte da Shein per spingere gli utilizzatori del sito a restare incollati allo schermo.

Inchiesta che non sembra scalfire Shein, convinta di essere dalla parte del giusto. Il portale cinese, infatti, ha promesso una “collaborazione piena” con l’Ue per dirimere ogni dubbio, affermando anche di aver “investito molto per allinearsi alle regole europee e per rafforzare la tutela dei minori”.