Insulti a Berlusconi dal giudice Esposito. Il gip di Napoli archivia l’inchiesta che vedeva indagati alcuni dipendenti di un hotel che udirono le sue parole

Il gip di Napoli archivia l'inchiesta che vedeva indagati alcuni dipendenti di un hotel che udirono alcune frasi pronunciata dal giudice Antonio Esposito.

Insulti a Berlusconi dal giudice Esposito. Il gip di Napoli archivia l’inchiesta che vedeva indagati alcuni dipendenti di un hotel che udirono le sue parole

Il gip di Napoli ha messo ieri la parola fine alla lunga vicenda (leggi l’articolo) nata da una denuncia di Antonio Esposito, il giudice, oggi in pensione, che presiedeva la sezione della Cassazione che nell’agosto 2013 condannรฒ e in via definitiva a 4 anni l’ex premier Silvio Berlusconiย  per frode fiscale nell’ambito del processo Mediaset.

Esposito aveva chiesto alla Procura partenopea di indagare sulle dichiarazioni rese da tre testimoni della difesa dell’ex premier, tra i quali un cameriere e il responsabile del ristorante di un hotel, dipendenti del coordinatore campano di Forza Italia Domenico De Siano, che avevano riferito di averlo sentito pronunciare parole offensive nei confronti del Cavaliere, del tipo: “A Berlusconi, se mi capita l’occasione, gli devo fare un m… cosรฌ…”.

Le dichiarazioni dei tre testi, tuttavia, secondo il gip Giovanni Vinciguerra, “per quanto tacciabili di inverosimiglianza… non possono, perรฒ, comunque, considerarsi false non solo sulla base degli elementi di prova disponibili…”. L’inchiesta vedeva indagatiย tre dipendenti dell’Hotel Villa Svizzera di Lacco Ameno, a Ischia, nonchรฉ l’avvocato Bruno Larosa, che nel 2014, in qualitร  di legale di Berlusconi, raccolse le loro dichiarazioni.

Esposito rivolgendosi alla Procura di Napoli aveva sostenuto che l’acquisizione delle dichiarazioni dei tre fosse illegittima, in quanto avvenuta al di fuori dalle ipotesi previste dal codice penale. Valutazioni non condivise dal gip.ย Il giudice in una nota critica la decisione del gip affermando che “le dichiarazioni dei tre dipendenti… non sembrano idonee ad integrare il prospettato reato di cui all’art. 371 c.p.: il falso giuramento della parte”, laddove invece il “reato prospettato” era quello di false dichiarazioni rese (all’avv. La Rosa) da persone informate dei fatti nel corso di investigazioni difensive (penali).

“E’ sconcertante – afferma ancora Esposito – che il giudice parli di ‘un falso giuramento della parte’, che puรฒ avvenire in un giudizio civile, giudizio civile che, perรฒ, non รจ mai esistito nรฉ vi รจ mai stato un ‘giuramento della parte’, nรฉ giammai รจ stato ‘prospettato’ tale reato. Cosรฌ come รจ sconcertante che il giudice scriva che ‘l’usurpazione di funzioni pubbliche sia altra condotta ipotizzata ex art. 371 c.p.’, (cioรจ, ancora una volta, il falso giuramento), laddove il reato di usurpazione di pubbliche funzioni รจ previsto dall’art. 347 del codice penale”.

Secondo Esposito, “resta, inoltre, inspiegabile perchรฉ – con provvedimento non soggetto ad impugnazione – mi sia stata negata la possibilitร  di far accertare in che modo e da chi l’avv. La Rosa sia venuto a conoscenza che tre dipendenti di un albergo di Lacco Ameno, di proprietร  del senatore e coordinatore regionale di Forza Italia, De Siano, erano disponibili a rendere le dichiarazioni in questione; cosรฌ come รจ del tutto improprio che il giudice non abbia disposto che venissero eseguiti quegli accertamenti di natura patrimoniale sui tre dipendenti, giร  a suo tempo, ordinati dal Pm Sergio Amato alla polizia giudiziaria, e non espletati e che, dovevano, comunque, essere effettuati non essendo mai stato revocato l’ordine di eseguirli”.

Dall’archivio: Il processo Mediaset alla Corte Ue. Ma Esposito rovina la festa al Cav. Strasburgo chiede elementi sulla sentenza Berlusconi. E il giudice che lo condannรฒ si costituisce in giudizio.