Insulti sessisti, nessuno sulla gogna come l’Azzolina. Contro l’ex ministra campagne d’odio sulle pagine di Salvini. Un anno fa l’esponente M5S finì sotto scorta per le minacce sui social

LUCIA AZZOLINA
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L’ultimo “sfregio” risale a qualche giorno fa. Il 13 giugno sul suo profilo Facebook (leggi il post), l’ex ministra della Scuola ed esponente di spicco del M5S, Lucia Azzolina ha raccontato di essere stata ancora una volta vittima di insulti e offese sessiste pubblicate sulle pagine social del leader leghista, Matteo Salvini.

“Vedo che niente è cambiato – scrive la pentastellata mostrando uno screen di commenti osceni – da mesi Salvini ospita sulle sue pagine insulti, volgarità, aggressioni verbali, minacce. Senza muovere un dito, senza condannarli, senza rimuoverli. Alimentando in questo modo intere campagne d’odio. Mai una presa di distanza, anzi sembra quasi compiacersene. Nel Paese c’è chi lavora tutti i giorni per combattere sessismo e discriminazioni. Poi c’è chi, come lui, li fomenta. Mi aspetto che Salvini li cancelli. Lo farà?”.

Non è la prima volta che Azzolina è vittima di tali campagne. Da maggio dello scorso anno erano piovuti senza controllo insulti sulla sua persona incentrati non tanto sul suo ruolo da titolare di Viale Trastevere, ma sul colore del rossetto o sulla “forma della bocca”. Tanto che venne messa sotto scorta. Nell’agosto successivo, sempre sui social, si sfogò nuovamente dopo l’ennesima cascata di offese: “Nessuna donna dovrà mai più leggere commenti così infimi, subire attacchi volgari e abietti come questi. È e sarà la mia battaglia. E la faremo a scuola. Educando le nuove generazioni al rispetto dell’altro, uomo o donna che sia, al pensiero critico, allo scambio di idee fatto con i contenuti e non con la volgarità”.

Un altro incidente ai danni dell’Azzolina si è rischiato con l’assunzione da parte del sottosegretario leghista Rossano Sasso di un nuovo collaboratore nel suo staff, un insegnante che in passato aveva rivolto all’ex ministra pesanti insulti (leggi l’articolo) e che ora è a processo per diffamazione e minacce. “Pasquale Vespa ha trascorso gli ultimi due anni della sua vita ad insultarmi pubblicamente, fomentare aggressioni verbali e allusioni sessuali. Minacciarmi di morte. Un cyberbullo, a tutti gli effetti”, ha scritto a marzo, commentando a caldo la nomina, l’ex ministra.

Una nomina indigeribile, considerando che tale Vespa sui social accostava il volto dell’esponente M5S a personaggi di film horror, le affibbiava nomignoli offensivi come “cazzolina” e “bocca rouge”, scriveva messaggi violenti e sessisti come “Si sta scavando la fossa e noi la atterreremo”, o “Le mele rosse sono sempre avvelenate…ma noi ti sbucceremo”. Troppo anche per “il governo dei migliori” pensare che un personaggio del genere potesse avere un incarico nell’ufficio di gabinetto del ministero della Pubblica Istruzione.

Ma l’incidente è stato evitato in calcio d’angolo. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha deciso di revocare l’incarico a Vespa. Eppure anche oggi l’esponente del Movimento 5 Stelle continua ad essere tra i bersagli preferiti di certi leoni da tastiera che continuano a ricoprirla di insulti sessisti e offese. Gli ultimi, appunto, risalgono a qualche ora fa.