Le intercettazioni di Palamara sono utilizzabili. Il gup di Perugia respinge la richiesta dell’ex pm. No anche alla perizia sul server “di transito” delle conversazioni

LUCA PALAMARA
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Il gup di Perugia, Piercarlo Frabotta, ha respinto la richiesta di dichiarare inutilizzabili le intercettazioni compiute nei confronti dell’ex pm della Procura di Roma ed ex consigliere del Csm, Luca Palamara, come aveva chiesto la sua difesa. Il gup ha rigettato anche l’istanza con cui i legali dell’ex magistrato romano, protagonista dello scandalo nomine nelle procure, chiedeva una perizia sul server “di transito” delle conversazioni captate dal trojan, installato presso la sede di Napoli dell’azienda che forniva il servizio di intercettazione alla Procura di Roma.

Il gup di Perugia ha così accolto la tesi della procura che ha sempre considerato utilizzabili le intercettazioni.  La decisione, su entrambe le richieste formulate dalla difesa di Palamara, è stata presa dal giudice nell’ambito del procedimento principale dell’inchiesta che vede coinvolto Palamara insieme a Fabrizio Centofanti e Adele Attisani, accusati di corruzione.

“Prendiamo atto della decisione del giudice, ma attendiamo gli esiti degli accertamenti definitivi da parte della procura competente di Firenze” ha detto Palamara, presente all’udienza. “Ricorreremo in ogni caso agli organi competenti – ha aggiunto – sia in Cassazione che eventualmente alla Corte europea”. Anche il suo legale, Benedetto Buratti, sottolinea che “la lotta per far emergere la verità sul trojan va avanti”.

Il gup di Perugia, motivando la decisione, parla di “pieno rispetto” delle norme che regolano l’esecuzione delle intercettazioni riguardo agli impianti installati nelle sale server delle procure il gup di Perugia a proposito di quelle di Palamara, per le quali ha rigettato la richiesta di inutilizzabilità avanzata dalla sua difesa. Il giudice ha poi sottolineato le “condizioni di sufficiente protezione quanto al transito sicuro del flusso dal telefono infetto al server finale di destinazione”.

In particolare il gup ha evidenziato il “pieno rispetto” dell’articolo 268 del codice di procedura penale. Per il giudice, quindi, i server utilizzati per traslare alla Procura le informazioni captata dal cellulare di Palamara sono legittimi in base alla legge. Riguardo alla richiesta di perizia da parte della difesa dell’ex pm il giudice ha ritenuto sufficiente l’attività svolta dalla Polizia postale, su sua indicazione e in contraddittorio tra le parti.

“Siamo stati sempre certi che le intercettazioni fossero state fatte in modo corretto” ha commentato il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, titolare dell’inchiesta insieme ai sostituti Gemma Miliani e Mario Formisano. “Il giudice – ha aggiunto il capo della procura del capoluogo umbro – ha confermato la nostra posizione dopo una lunghissima discussione”. L’udienza è stata rinviata all’8 luglio per l’inizio della discussione da parte della procura.

Dall’archivio: Palamara radiato dalla magistratura. Verdetto durissimo del Csm per il pm romano coinvolto nello scandalo nomine nelle procure.