Intesa sulla Commissione Banche. Al timone la 5 Stelle Ruocco. Il via libera dopo mesi di polemiche e veti incrociati. Si parte subito per recuperare il tempo perduto

di Laura Tecce
Politica

Dopo mesi di tentennamenti, habemus papam. Carla Ruocco, del Movimento 5 stelle è stata eletta presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. “La Commissione da noi presieduta avrà come obiettivo quello di assicurare che la stretta vigilanza e l’assoluta trasparenza portino all’affidabilità degli istituti finanziari e delle relative gestioni – spiega il M5S nel Blog delle Stelle -. Su 4.287 miliardi di ricchezza finanziaria posseduta dalle famiglie italiane, ben 1.371 miliardi sono depositati sui conti correnti; le imprese hanno tenuto immobilizzati 340 miliardi in titoli immediatamente convertibili e contante. Bisogna indagare sul sistema bancario e creditizio in modo serio e approfondito, senza sconti per nessuno. Quello bancario è uno dei settori nevralgici più importanti dell’economia del Sistema Paese, se non il più importante”.

Dopo un lungo e tortuoso cammino – e il passo indietro del senatore Elio Lannutti, un’autocandidatura contestata da Pd e Italia viva, ma sulla quale avevano espresso perplessità gli stessi 5 stelle – si è finalmente arrivati ad un nome condiviso per una commissione che avrebbe dovuto iniziare ad essere operativa a partire dal settembre scorso e la cui legge istitutiva risale addirittura al marzo scorso. Quasi un anno fa. Ai primi di agosto i presidenti delle Camere avevano già indicato i 20 componenti e la prima riunione, tenuta il 4 settembre, aveva all’ordine del giorno la nomina dei vertici dell’organismo. Come vicepresidenti sono stati designati il senatore Luciano D’Alfonso (Pd) e il deputato Felice D’Ettore (FI) e ora che l’organismo bicamerale è pienamente operativo sono molti i compiti che dovrà espletare. Dovrà – tra l’altro – analizzare e valutare le condizioni per istituire una procura nazionale per i reati bancari e finanziari sul modello della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, o estendere la competenza di quest’ultima all’ambito di indagine relativo ai reati finanziari e bancari.

E ancora: analizzare la normativa in materia di incompatibilità e di conflitto di interesse degli esponenti apicali e dei dirigenti delle autorità di vigilanza, in particolare della Banca d’Italia, della Consob, dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, della Commissione di vigilanza sui fondi pensione . Analizzare la gestione degli enti creditizi e delle imprese di investimento, compresi quelli coinvolti in situazioni di crisi o di dissesto e destinatari di risorse pubbliche oppure sottoposti a procedura di risoluzione, verificando in particolar modo, tra l’altro, le modalità di raccolta della provvista e i prodotti finanziari utilizzati; i criteri di remunerazione degli esponenti degli organi di amministrazione e di controllo e dei manager, nonché la realizzazione di operazioni con parti in possibile conflitto di interesse; la correttezza del collocamento presso il pubblico, con riferimento ai piccoli risparmiatori e agli investitori non istituzionali, dei prodotti finanziari, soprattutto di quelli ad alto rischio; le forme di erogazione del credito; le procedure di smaltimento dei crediti deteriorati, la struttura dei costi, l’osservanza degli obblighi di diligenza, trasparenza e correttezza nell’allocazione di prodotti finanziari, nonché degli obblighi di corretta informazione agli investitori. Insomma, i compiti sono molti e delicati.

La deputata Ruocco ricopre attualmente anche l’incarico di presidente della commissione Finanze, dal quale però si dovrà dimettere ma cresce l’ipotesi che possa rimanere un pentastellato alla guida. Manca ancora, tuttavia, un accordo interno alla maggioranza sul punto.