Il Boss intramontabile. A quasi 64 anni, è una forza della natura che si ricarica di energia pure durante i suoi concerti. E in Italia c’è grande attesa per le quattro date italiane dell’ultimo tour

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Elisabetta Villaggio

E’ inarrestabile. Energia pura. Riesce a fare dei tour mondiali infiniti che sfiancherebbero anche un ragazzino. Lui invece sembra ricaricarsi e non stancarsi mai nonostante si avvicini ai 64 anni, che compirà il prossimo 23 settembre. Parliamo di Bruce Springsteen, il Boss, il soprannome che lui non ha mai amato e che gli è stato affibbiato ormai da decenni. È una forza della natura, è unico nel suo genere ed è amatissimo. Chiunque lo veda in un concerto afferma che nessuno come lui riesce ad emozionare ed entusiasmare. I suoi mitici concerti sono lunghissimi, trascinanti e coinvolgenti. L’anno scorso a Firenze ha suonato sotto una pioggia battente per oltre 3 ore e nessuno dei tantissimi spettatori si è mosso di un millimetro. Riempie gli stadi e commuove per la passione e per la gioia che trasmette. È appena approdato in Europa con la leggendaria E Street Band, per questo tour mondiale, Wrecking Ball Tour, partito più di un anno fa a New York, passato per l’Australia e ora giunto in Europa dove la prima data è stata Oslo il 29 aprile. Arriverà in Italia per 4 date: Napoli 23 maggio, dove suonerà per la prima volta e lo farà addirittura in piazza del Plebiscito; Padova 31 maggio; Milano 3 giugno ed infine Roma, l’11 luglio.
Con i suoi concerti mitici ha emozionato e appassionato un pubblico che è sempre più eterogeneo con fan che vanno dai 20 agli 80 anni. In pochissimi riescono a compiere questa magia, nessuno riesce a travolgere e coinvolgere come fa lui con quell’energia che ti entra sotto la pelle.
Forte, tenace, duro come la pietra e leggero come il vento primaverile Bruce è più che una leggenda della musica. Da sempre pieno di ideali e di sogni esprime un’anima pura e fanciullesca diversa da quelle ciniche e consumate di suoi predecessori come i Rolling Stones e lo stesso Elvis ma anche da quelle devastate ed annientate di artisti più giovani come Michael Jackson, Whitney Houston o Amy Winehouse. Lui è lì forte come una roccia. Coraggioso come solo chi crede fortemente in qualcosa può esserlo. Con quella sua potente carica sensuale che ci ricorda che siamo ancora vivi anche quando il mondo ci è crollato addosso. Quell’erotismo che si manifesta in canzoni come Fire dove l’impeto è dichiarato e allo stato puro o come Because the night, ceduta a Patti Smith che la interpreta in maniera magistrale, che esprime una carica erotica legata al filo sottile dell’emotività. Due canzoni scritte nella stessa notte.
Bruce è particolarmente amato perché è rock and rolla allo stato puro e ci fa volare anche se solo per una notte. Bruce è adrenalina che si muove sul palco come se avesse la metà degli anni. E i palchi dei suoi concerti sono tutti simili e molto minimal: la musica, l’energia che trasmette e l’empatia che si crea con il pubblico fanno il concerto, creano la magia e non la scenografia o gli effetti speciali. Gli effetti speciali sono già nel Dna di Bruce quando è sul palco. E noi fan di un mondo globalizzato in crisi lo aspettiamo come un salvatore perché sappiamo che quelle 3 ore intense con lui ci emozioneranno, ci faranno tornare la voglia di essere felici, di cantare, di ballare, di correre perché siamo nati per correre verso un futuro migliore ballando nell’oscurità.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La stampa e la sindaca deficiente

Le confidenze di Urbano Cairo ad alcuni tifosi del suo Torino hanno svelato cosa pensa questo editore (Corriere della Sera, La7 e altro ancora) della sindaca M5S Chiara Appendino, definita con fallo da Var, espulsione e retrocessione “deficiente”. Ma non c’è bisogno di videocamere nascoste o

Continua »
TV E MEDIA