La tensione sul fronte libanese resta alta e si intreccia con il difficile percorso diplomatico tra Iran, Israele e Stati Uniti. Teheran torna a chiedere la fine delle operazioni israeliane nel sud del Libano come condizione allโinterno del quadro di un possibile accordo di pace, mentre da Israele il governo ribadisce la volontร di non abbandonare le posizioni considerate strategiche per la sicurezza del Paese.
A intervenire รจ stato Esmail Qaani, comandante della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione iraniani, che ha chiesto a Israele di ritirare le proprie forze dal Libano meridionale. In un messaggio diffuso sui social e ripreso dai media statali iraniani, Qaani ha avvertito che, in caso contrario, Israele rischierebbe di essere costretto a lasciare la regione โnellโumiliazione e nella sconfittaโ, evocando il precedente del ritiro israeliano dal Libano del 2000.
Le dichiarazioni arrivano mentre il governo israeliano conferma la scelta di mantenere la presenza nella cosiddetta โfascia di sicurezzaโ oltre il confine. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha spiegato che Israele resterร nellโarea finchรฉ le autoritร israeliane lo riterranno necessario, indicando come prioritaria la protezione dei cittadini dagli attacchi di Hezbollah.
Libano, l’Iran insiste con Trump nel chiedere lo stop ai combattimenti ma Israele fa muro
La linea di Gerusalemme รจ stata ribadita anche dal ministro degli Esteri Gideon Saโar, che ha sottolineato come Israele non abbia โambizioni territorialiโ in Libano, ma non intenda ritirarsi dalla zona di sicurezza. Secondo Saโar, il mancato intervento contro Hezbollah rappresenterebbe una minaccia sia per Israele sia per la sovranitร libanese, accusando lโIran di esercitare unโinfluenza indiretta attraverso il movimento sciita.
Ancora piรน netta la posizione del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che in unโintervista ha dichiarato che il Libano dovrebbe diventare unโarea di iniziativa operativa israeliana contro il terrorismo. Ben-Gvir ha sostenuto la necessitร di colpire le strutture utilizzate dai combattenti anche quando si trovano in aree abitate, affermando che la prioritร resta la protezione dei soldati israeliani. “Il Libano dovrebbe essere il campo da gioco di Israele”, ha spiegato il discusso ministro secondo cui “ogni roccaforte terroristica deve essere combattuta. Se i terroristi si nascondono tra la popolazione civile, io voglio solo proteggere i nostri soldati. Anche con una forza ridotta, possiamo ottenere risultati se il Libano e’ il nostro campo operativo”
Il ministro ha inoltre commentato il rapporto tra Netanyahu e il presidente americano Donald Trump, definendolo un rapporto con un โvero amicoโ, ma ribadendo che Israele non dovrebbe accettare un cessate il fuoco in Libano senza adeguate garanzie.
Lo scontro sulle condizioni dellโintesa resta quindi aperto: da una parte lโIran chiede il ritiro israeliano e la fine delle operazioni militari, dallโaltra Israele insiste sulla necessitร di mantenere il controllo della fascia di sicurezza fino a quando non riterrร neutralizzata la minaccia proveniente dal confine settentrionale.