Iran, migliaia di morti nelle proteste di piazza a Teheran

In Iran si temono almeno 12mila morti. L'Onu si dichiara inorridito e ritiene inaccettabile che il dissenso sia catalogato come terrorismo

Iran, migliaia di morti nelle proteste di piazza a Teheran

Almeno 12.000 persone, molte under 30, sono state uccise nelle proteste in Iran. Lo riporta Iran International, in quello che il media di opposizione basato a Londra definisce “il più grande massacro nella storia contemporanea dell’Iran, avvenuto in gran parte nelle notti dell’8 e 9 gennaio”. E l’Onu si dice inorridito. La stima del comitato editoriale di Iran International si basa “su un’analisi esclusiva di fonti e dati medici” e la sua diffusione è stata “ritardata fino alla convergenza delle prove”: è stata fatta su un’analisi in più fasi di notizie da più fonti, “tra cui una vicina al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale”.

In Iran si temono almeno 12mila morti. L’Onu: inorridito

I morti delle proteste in Iran sarebbero circa 3mila, compresi centinaia di agenti di sicurezza degli ayatollah, riporta invece il New York Times citando un alto funzionario del ministero della Salute iraniano, che ha parlato in condizione di anonimato e ha cercato di attribuire la colpa ai “terroristi” che fomentano i disordini. Un altro funzionario governativo, anche lui in condizione di anonimato, ha affermato di aver visto un rapporto interno che faceva riferimento ad almeno 3.000 morti, aggiungendo che il bilancio potrebbe aumentare.

La condanna delle Nazioni Unite

L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha dichiarato di essere “inorridito” dalla “repressione” delle proteste in Iran, che ha causato oltre 600 morti dall’inizio delle manifestazioni, secondo una Ong. “L’uccisione di manifestanti pacifici deve cessare ed è inaccettabile etichettare i manifestanti come ‘terroristi’ per giustificare la violenza contro di loro”, ha affermato in una nota.