Israele, bufera sulle elezioni: lo Shin Bet denuncia ingenti finanziamenti stranieri

Elezioni in Israele, lo Shin Bet segnala sospetti finanziamenti stranieri e possibili interferenze. Ben Gvir chiede l'arresto dei leader arabi

Israele, bufera sulle elezioni: lo Shin Bet denuncia ingenti finanziamenti stranieri

Le elezioni in Israele diventano un giallo. Se per la Commissione elettorale israeliana non sono emerse irregolarità nel voto, come denunciato dal partito Likud di Benjamin Netanyahu, lo Shin Bet ha segnalato possibili operazioni su vasta scala dall’estero per influenzare il processo elettorale. Questa mattina, in una nota, la Commissione elettorale centrale ha dichiarato che “è stata completata una verifica. Tutti i reclami presentati dalle fazioni politiche sono stati esaminati e non è emerso alcun elemento che indichi una compromissione dell’integrità delle elezioni”.

Il parere dell’organismo incaricato di vigilare sulla regolarità delle procedure elettorali è stato approvato grazie al via libera dei partiti Yesh Atid e Blu e Bianco, mentre si sono astenuti i rappresentanti dei partiti Shas e Likud. Subito dopo il voto della presidenza, è iniziata la discussione in plenaria della Commissione, al termine della quale i risultati elettorali saranno trasmessi al presidente Isaac Herzog e pubblicati nella Gazzetta ufficiale.

Lo spettro delle interferenze estere sul voto in Israele

Poco dopo la diffusione delle conclusioni della Commissione, è arrivata la dichiarazione dello Shin Bet, secondo cui “le operazioni per influenzare le elezioni sono state imponenti e hanno coinvolto migliaia di persone”. Come spiega il servizio di intelligence interna dello Stato ebraico, “le informazioni fornite dai professionisti del servizio indicano apparentemente un fenomeno diffuso di ingenti somme di denaro convogliate in Israele da Paesi stranieri, provenienti da soggetti con interessi occulti e persino ostili, con l’intento di promuovere l’influenza straniera, e che, a nostro avviso, richiede un’approfondita attività di intelligence e indagine”.

Nella nota si legge inoltre che “le informazioni raccolte finora indicano che le operazioni di finanziamento e di influenza straniera su larga scala sono un fenomeno diffuso, con una portata che supera le migliaia di persone e forse anche di più. In questa fase, dobbiamo completare ulteriori attività di raccolta e indagine al fine di ottenere informazioni che ci permettano di chiudere il cerchio e determinare con un alto grado di certezza e sicurezza la portata del fenomeno”.

Ben Gvir ha già emesso il verdetto: “Arrestate subito i leader dei partiti arabi”

Insomma, la Commissione elettorale e lo Shin Bet hanno fornito valutazioni differenti su due aspetti della vicenda: da una parte la regolarità del voto, dall’altra i sospetti di finanziamenti e interferenze straniere. Per capire come stanno davvero le cose sarà necessaria un’indagine approfondita. Quel che è certo è che, per il discusso ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, non ci sono dubbi su quanto sarebbe accaduto: “Le elezioni sono state rubate qui nello Stato di Israele. Non possiamo rimanere in silenzio e non dobbiamo tralasciare nulla per far emergere la verità”.

Secondo il leader di estrema destra, “a seguito delle rivelazioni dello Shin Bet sui sospetti di finanziamenti esteri e interferenze elettorali che coinvolgono ingenti somme di denaro e migliaia di persone, chiedo al capo dello Shin Bet, David Zini, di agire immediatamente, anche senza l’approvazione del Procuratore Generale, per arrestare tutti i leader dei partiti arabi e interrogarli nei sotterranei dello Shin Bet fino a quando i sospetti non saranno completamente chiariti, e di bloccare immediatamente l’approvazione dei risultati elettorali e la formazione del governo”.

Leggi anche: Elezioni Israele, Netanyahu perde la maggioranza: ora i partiti arabi possono mandarlo a casa