Qualcuno l’ha già definita “la strana coppia”, ma l’ex premier di destra Naftali Bennett e il leader centrista dell’opposizione Yair Lapid hanno siglato un’intesa in vista delle elezioni di fine anno in Israele, con il preciso intento di battere il primo ministro uscente, Benjamin Netanyahu. La sorpresa è che i leader dei due partiti, con orientamenti sensibilmente diversi, non hanno scelto una semplice alleanza, ma hanno addirittura annunciato la fusione delle rispettive forze politiche.
Si tratta di una mossa molto forte sul piano politico, ma non del tutto inedita in Israele. Già cinque anni fa, infatti, si era registrata un’alleanza simile che aveva portato a una temporanea uscita di scena di Netanyahu.
Il nuovo soggetto politico di Bennett e Lapid si chiamerà Yachad (“Insieme” in ebraico) e sarà guidato da Bennett. “L’era della polarizzazione è finita”, ha dichiarato l’ex premier in una conferenza stampa congiunta con Lapid. Nel corso dell’evento ha preso la parola anche quest’ultimo, spiegando che il suo nuovo alleato è “un uomo di destra, ma di una destra liberale, rispettosa della legge”, e quindi “compatibile” con una forza centrista e moderata come la sua.
In Israele nasce la ‘strana coppia’ elettorale per fermare Netanyahu: il partito di destra di Bennett e quello centrista di Lapid annunciano la fusione
Lapid ha poi spiegato che questa unione trae ispirazione dalle recenti elezioni ungheresi, dove il premier Viktor Orbán “ha perso con una valanga di voti dopo 16 anni al potere perché la gente ha creduto che il cambiamento fosse possibile”. In quell’occasione, ha sottolineato il leader centrista, le opposizioni “si sono unite dietro un solo candidato”.
Quel che è certo è che questa sfida elettorale appare complessa. Al momento i sondaggi danno il Likud di Netanyahu ancora in testa come primo partito, anche se la coalizione di governo, in cui figurano anche partiti di estrema destra, avrebbe perso molti consensi dopo l’attacco di Hamas dell’ottobre 2023 e la devastante campagna militare a Gaza, in Iran e in Libano.