“Una democrazia ormai marcia. L’Italia è irredimibile”. Parla il politologo, Marco Revelli: “La prova è la candidatura di Berlusconi”

Per il politologo, Marco Revelli, l'Italia è un un Paese "irredimibile dai suoi vizi più profondi”. E la prova è la candidatura di Berlusconi.

“Credo che questo, lo dico con la massima chiarezza possibile, sia un Paese irredimibile dai suoi vizi più profondi”. È netto il giudizio del professore Marco Revelli, politologo e ordinario all’Università del Piemonte Orientale, dopo la deflagrazione del caso Grillo (leggi l’articolo).

CONFERENZA STAMPA DEL SEGRETARIO DI SYRIZA

In Italia quando qualcuno alza la testa, parte la caccia agli scheletri nell’armadio. Crede che quanto sta capitando a Grillo è il prezzo per aver fondato un Movimento che ha messo in discussione il potere?
“Sicuramente Grillo ha dinamitato il nostro sistema politico e buona parte del sistema di potere. Ha portato una sfida molto alta, con un linguaggio e uno stile piuttosto irrituale. Ha promesso di fare una bella pulizia ed è innegabile che ha fatto alcuni passi iniziali molto positivi come sulle grandi opere, sulle mafie, sullo strapotere delle grandi corporation e sulla difesa dei territori. Chi si impegna su un terreno così aspro deve sapere che saranno in tanti a volergliela far pagare, cosa che forse sta accadendo, e per questo non deve offrire il proprio fianco altrimenti le cose non ritornano come prima ma peggiorano. Questo perché chi ci ha creduto, chi si è fidato e chi ha sperato, subisce un contraccolpo che facilita solo il nichilismo”.

Perché il caso, malgrado fossero già emersi in passato i presunti pagamenti verso la politica, esplode adesso?
“Non amo le dietrologie sul comportamento dei giudici. Quanti nemici di Grillo, per i propri scandali hanno urlato il concetto della giustizia a orologeria? Non ho nessuna voglia di accodarmi a questo modo di ragionare. Vedremo cosa accadrà, quale sarà la linea di difesa e quali fondamenti hanno queste accuse e se sono vere”.

Dopo quanto sta accadendo, crede che in futuro potrebbe nascere qualcosa di innovativo e di rottura oppure il sistema ha sviluppato gli anticorpi?
“Prima che sorga un altro Movimento a sollevare speranze, ce ne vuole. Abbiamo assistito a fenomeni di trasformismo che hanno disorientato la base, togliendo loro speranze e rendendo improbabile che emergano altri fenomeni di rottura”.

Ci dica la verità, siamo una democrazia compiuta?
“Lo dico con amarezza e delusione ma temo che la nostra non sia una democrazia compiuta ma del tutto marcita. Siamo una democrazia talmente degradata da non riuscire neppure più a mantenere le promesse minime di una democrazia. Credo che questo Paese, lo dico con la massima chiarezza possibile, sia irredimibile dai suoi vizi più profondi. Siamo un Paese con una coscienza civile talmente bassa che non si intravedono, in questo momento, significative linee di resistenza a questo tendenziale degrado. Grillo è stato bravissimo nel denunciare tutto ciò ma i risultati non sono arrivati perché altrimenti non saremmo nelle condizioni in cui siamo oggi, con mezzo parlamento che candida Berlusconi e con gli altri che non sanno neanche organizzare una linea di difesa”.

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