L’Italia riparte nonostante i governatori sceriffi. Non si ferma la prova di muscoli tra le Regioni, ma la Fase 3 è arrivata

di Fausto Tranquilli
Politica

In ordine sparso, con troppi governatori che giocano ancora a fare gli sceriffi, oggi l’Italia compie un ulteriore passo nella ripartenza. Tutti liberi di nuovo di spostarsi da una regione all’altra. E addio autocertificazioni. Con le sole restrizioni che già sono presenti in tutti i territori per evitare il diffondersi del coronavirus. Senza lasciare isolata la Lombardia, dove la situazione è ancora difficile, e senza improbabili passaporti sanitari come voleva il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas. In Sicilia il presidente Nello Musumeci vuole tracciare i turisti, ma l’app è facoltativa, mentre Michele Emiliano, in Puglia, ha chiesto a chiunque entri nel territorio di segnalare la propria presenza e di ricordarsi tutti i suoi contatti.

Vincenzo De Luca, in Campania, il più sceriffo di tutto ha annunciato un aumento di controlli e test rapidi, partendo da quelli nelle stazioni di Salerno e Napoli, nei porti, all’aeroporto e ai caselli autostradali, e in Piemonte Alberto Cirio ha imposto di indossare la mascherina anche all’aperto vicino ai centri commerciali. Obbligo di mascherina all’aperto revocato invece in Veneto da Luca Zaia, ma mantenuto in Lombardia, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Campania e a Genova. Giovanni Toti, in Liguria, è poi andato oltre, twittando come se fosse una concessione che ha anche “autorizzato persone non conviventi a dormire nella stessa stanza d’albergo”.

Insomma nessuna necessità di esibire in hotel il certificato di matrimonio. In generale poi, niente baci e abbracci. Per chi trasgredisce c’è ancora il rischio di pesanti sanzioni, nonostante l’assembramento di ieri benedetto dalle destre a Roma. L’Italia torna comunque un po’ più unita, per l’economia è una spinta considerevole e anche le Ferrovie si sono organizzate di conseguenza, portando a 80 le Frecce, a 48 gli Intercity e a 4653 le corse regionali. Potranno inoltre entrare in Italia senza restrizioni i cittadini dell’area Schengen e della Gran Bretagna.

“Oggi sembra una conquista – ha affermato il ministro per gli affari regionali Francesco Boccia (nella foto) – ma ce l’abbiamo fatta con il sacrificio di tutti e senza dimenticare le vittime e gli operatori sanitari che hanno lavorato in modo incredibile”. L’esponente dem ha poi aggiunto: “Da un lato c’è la felicità nel vedere che le nostre città si stanno ripopolando ma dall’altro c’è il senso di responsabilità che noi rappresentanti delle istituzioni dobbiamo avere e chiedere”.