Italia sempre meno Viva: calano pure le donazioni. I sondaggi non sorridono a Renzi e gli iscritti sono fermi al palo

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Era il 29 ottobre scorso quando Matteo Renzi esclamava: “Noi vogliamo fare quel che ha fatto Macron, che certo non ha avuto il consenso dei socialisti francesi… Vogliamo arrivare come minimo sindacale in doppia cifra”. Un obiettivo importante, ma che in tanti pensavano potesse essere alla portata di mano considerando anche la forte adesione che c’era stata in Parlamento per Italia Viva, la nuova formazione politica dell’ex presidente del Consiglio. Il progetto, però, almeno per adesso stenta a decollare. Uno degli ultimi sondaggi, realizzato da Swg per conto di Tg La7, indica infatti Italia Viva al 3,8%, di poco sopra la soglia di sbarramento del 3%. Non va meglio per quanto riguarda l’indice di popolarità di Matteo Renzi, con l’ex sindaco di Firenze che sarebbe ultimo con il 10% totale tra i politici più in vista del nostro Paese, tanto da essere superato anche da Vito Crimi attuale reggente del Movimento 5 Stelle e che certamente non brilla in fatto di leadership.

Ci sono poi i numeri. A cominciare da quelli degli iscritti. Anche per via di un fattore fisiologico, dopo l’incredibile boom iniziale, i tesserati – stando a varie ricostruzioni giornalistiche degli ultimi giorni – si sarebbero attestati. Tesi difficile da confermare o smentire dato che a riguardo non ci sono dati pubblici. Quello che è certo, però, è che a calare sono i contributi che finiscono nelle casse della formazione politica. Stando alla pagina “Trasparenza” del sito (una, di fatto, delle più trasparenti tra tutti i partiti politici), negli ultimi mesi si è verificato un crollo importante delle donazioni. A settembre il partito aveva raccolto 170.163 euro; a ottobre 328.618. Per un totale, in due mesi, di 498.781 euro. Mezzo milione di euro in soli due mesi. Non male anche novembre, quando le donazioni avevano superato quota 150mila euro.

Ma è a dicembre e gennaio che si è assistito a un calo (anche qui: fisiologico?). Soprattutto per quanto riguarda le donazioni inferiori ai 500 euro (per cui la legge non obbliga a specificare il nome dei donatori). Se infatti nei mesi precedenti queste avevano sempre superato i 100mila euro mensili (col picco di ottobre: 265mila euro), a dicembre si è scesi a 54mila euro e a gennaio a 58mila euro. Se poi uniamo le donazioni più corpose (e per le quali sono noti i nomi dei donatori), ecco che arriviamo a 76.530 per dicembre e a 85.897 per gennaio. Un bel balzo dovuto ai 500 euro che tutti i parlamentari di Italia Viva devolvono al partito e ad altri finanziamenti di imprenditori e aziende private. C’è da dire, a riguardo, che Italia Viva resta in ogni caso una delle formazioni che più raccolgono finanziamenti, a dispetto delle altre. Anche per la simpatia di tanti nei confronti del nuovo progetto di Renzi.

Tra i tanti donatori, ad esempio, spicca senz’altro Lupo Rattazzi, imprenditore e nipote dell’avvocato Agnelli, che non ha mai fatto mistero di stimare l’ex presidente del Consiglio. Ebbene, Rattazzi il 3 ottobre ha fatto un versamento di 30mila euro alle casse del partito. Ma non c’è da stupirsi: a settembre aveva versato altri 10mila euro e ad agosto altri 10mila. E per ben cominciare l’anno a gennaio sono arrivati ulteriori 10mila euro. Ma non c’è da stupirsi. A novembre, nello stesso giorno (18 novembre) sono arrivati tre donazioni da tre aziende private diverse: 7.500 euro dalla Global Service, 5.000 dalla Dinvest srlu e altri 7.500 euro dalla Dipa srl.

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