L’Italia tira la cinghia per il Covid ma in Abruzzo la giunta sovranista copre d’oro i capi-dipartimento. Con maggiorazioni retroattive già da maggio

di Maria Trozzi
Politica

I sovranisti abruzzesi scoprono la teoria economica dell'”helycopter money” solo per lanciare soldi a pioggia nelle tasche dei direttori di dipartimento della Regione. La giunta guidata da Marco Marsilio (nella foto) ha deciso per un’altra abbondante ritoccatina agli stipendi degli alti dirigenti con un aumento sostanziale ai compensi che sarà persino retroattivo (da maggio scorso). Questo dopo un altro aumento disposto a maggio, preceduto da un tentativo di aumento ad aprile stanato e denunciato dal Movimento 5 stelle, unico gruppo consiliare che si taglia lo stipendio dal primo giorno in cui è entrato in consiglio regionale, senza una legge che lo imponga.

Mai paghi dei risultati, i sovranisti ci riprovano e, tirando le somme, quest’ultima novità farà gonfiare i compensi di posizione a tutti i direttori di dipartimento dell’ente sino a quasi 70mila euro per 13 mensilità. A sancirlo è la delibera di giunta n. 47 dell’8 ottobre, ma il conto era salato già con l’aumento di maggio deciso con un’altra delibera (n.273/2020) dedicata però solo ai direttori della giunta e non a quelli del consiglio regionale che aumentava i compensi da 66mila fino a 69mila euro annuali, nel caso di particolare merito dei vertici. “Il centrodestra dà l’ennesimo schiaffo agli abruzzesi che tremano sotto l’ombra di una seconda ondata di emergenza sanitaria, pensando all’incubo di un nuovo lockdown”, commenta il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari, che denuncia l’ennesima manovrina sugli aumenti. è stato proprio il pentastellato a segnalare gli inattesi aumenti di maggio.

LA DENUNCIA. Oggi, invece di ravvedersi, il centrodestra spinge oltre l’asticella ingrossando i compensi trasversalmente e per tutti i direttori che, risultati raggiunti o meno, avranno comunque un nutrito compenso di posizione. Con l’economia appesa a un filo e la pandemia in corso queste operazioni mancano di buon senso e sono inaccettabili. Carte alla mano, Pettinari spiega cosa sta accadendo in questi giorni nei corridoi di palazzo dell’Emiciclo: “La Retribuzione di Posizione è una delle 3 voci che costituisce il compenso dei direttori e che, a seconda di criteri di valutazione sul lavoro svolto, veniva calcolata per ogni singolo dipartimento. Oggi con l’approvazione di questa delibera viene equiparata per tutti a oltre 69mila euro per 13 mensilità. Ci sono direttori che vedranno aumentare la retribuzione di posizione da 50mila a 69.750 euro – aggiunge il consigliere pentastellato –. Non è finita qui, questo aumento è addirittura retroattivo, come si legge dal provvedimento stesso “di stabilire, altresì, la decorrenza degli effetti del presente atto alla data del 29.05.2020”.

SEMPRE PEGGIO. Le casse della Regione languono, ma il centrodestra sembra aver scambiato Regione Abruzzo per un bancomat. “Alle belle parole e alle favolette della Lega e di Fratelli D’Italia sul rispetto verso gli italiani non ci crede più nessuno – avverte il vice presidente del consiglio regionale Pettinari – atti come questo, testimoniamo ancora una volta che il centrodestra in Abruzzo, e non solo, è il partito che incarna giochi di poltrone e l’aumento degli stipendi che, seppur legittimi, sono da censurare sotto tutti gli aspetti politici”. Premiare tutta la classe dirigente con aumenti indiscriminati vuol dire tirare uno schiaffo sonoro ai tanti abruzzesi che vivono da tempo una delicatissima condizione economica, da mesi in attesa di contributi e sostegni regionali promessi, ma ancora in alto mare.