Kabul è nelle mani dei talebani. Proclamato l’Emirato islamico dell’Afghanistan. Rientrano oggi i primi italiani. Gli Usa assumono il controllo dell’aeroporto

Afghanistan
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I talebani, con la conquista di Kabul, hanno annunciato la rinascita dell’Emirato Islamico. La loro bandiera bianca, come mostrano le immagini diffuse sui social, da ieri sventola sul pennone del palazzo presidenziale. La stessa bandiera, con una scritta nera che indica la testimonianza di fede dei musulmani, era stata utilizzata dai Talebani quando presero il potere negli anni ’90, proclamando per la prima volta la nascita dell’Emirato islamico dell’Afghanistan.

L’esercito americano, intanto, ha assunto il controllo del traffico aereo all’aeroporto internazionale di Hamid Karza di Kabul, dove è stato traferito quasi tutto il personale diplomatico, incluso l’ambasciatore americano in Afghanistan, Ross Wilson. “Nelle prossime 48 ore, avremo esteso la nostra presenza a quasi 6.000 militari” finalizzata esclusivamente “all’assunzione del controllo del traffico aereo”, afferma una nota del Pentagono e del Dipartimento di Stato.

Aeroporto che nelle ultime ore è stato preso d’assalto. Almeno tre persone sono state uccise da colpi d’arma da fuoco stamattina al terminal passeggeri, scrive il Wall Street Journal. “Testimoni hanno riferito di aver visto i corpi proni e insanguinati stesi a terra appena fuori dall’edificio del terminal. I funzionari del Comando Centrale degli Stati Uniti non sono stati immediatamente disponibili per un commento”. In alcuni video su Twitter si vede la folla sulle piste e si sentono alcuni spari. I marines degli Stati Uniti hanno sparato colpi di avvertimento domenica sera quando centinaia di afgani si sono precipitati a bordo di un C-17 inattivo.

“Domani (oggi) e nei prossimi giorni trasferiremo fuori dal Paese migliaia di cittadini statunitensi…nonché personale locale della missione statunitense a Kabul e le loro famiglie, e altri afghani vulnerabili”. Poco prima, la bandiera degli Stati Uniti era stata rimossa dagli edifici che ospitavano gli uffici dell’ ambasciata statunitense.

Gli Stati Uniti, a nome di più di 65 nazioni, hanno poi sollecitato i talebani a lasciare che gli afghani che lo desiderino possano lasciare il Paese, avvertendo che li riterranno responsabili di eventuali abusi. “Gli Stati Uniti si uniscono alla comunità internazionale nell’affermare che gli afghani e i cittadini internazionali che desiderino partire devono poterlo fare”, ha scritto il segretario di Stato Usa Antony Blinken su Twitter.

L’ex presidente afghano, Ashraf Ghani, ha lasciato il Paese e in un post sul suo profilo Facebook, ha affermato che “continuerà sempre a servire” la nazione. “Continuerò sempre a servire la mia nazione offrendo idee e programmi”, ha scritto Ghani. “Oggi mi sono imbattuto in una scelta difficile; se dovessi affrontare i talebani armati che volevano entrare nel palazzo, o lasciare il caro Paese a cui ho dedicato la mia vita a proteggere e curare negli ultimi vent’anni”. “I talebani hanno deciso di rimuovermi – ha detto ancora Ghani -, sono qui per attaccare tutta Kabul e la gente di Kabul. Per evitare il diluvio di sangue, ho pensato che fosse meglio uscire”.

Ghani, dopo l’ingresso dei talebani nella capitale Kabul, insieme alla sua famiglia e ad altri alti funzionari afgani, è fuggito dal Paese diretto nel vicino Uzbekistan, secondo quanto riferito dal New York Times.

Il ponte aereo italiano

Ed è atteso nel primo pomeriggio l’arrivo a Fiumicino del KC 767 dell’Aeronautica Militare italiana con a bordo il personale diplomatico che era stanziato nella capitale afghana e alcuni ex collaboratori afghani. Il volo è decollato ieri sera dall’aeroporto di Kabul. “Il volo dell’aeronautica militare con a bordo i nostri connazionali è partito da Kabul” ha annunciato il ministro Luigi Di Maio.

Nel volo dell’Aeronautica Militare ci sono “circa un centinaio di nostri connazionali, “non solo il personale diplomatico dell’Ambasciata e dell’Agenzia per la cooperazione e lo sviluppo, ma anche nostri connazionali che erano in Afghanistan e che hanno risposto alla chiamata della Farnesina per ritornare in Italia”, ha aggiunto. “Questo è il primo dei voli che nei prossimi giorni continueranno a decollare da Kabul per l’Italia per rimpatriare connazionali”.

“In Afghanistan rimarrà un presidio diplomatico” italiano, “così come succede con le altre ambasciate straniere, e seguirà il protocollo di tutti gli altri Paesi del mondo che erano presenti in Afghanistan, nell’aeroporto di Kabul”. “E’ chiaro che vedremo anche l’evolversi della situazione nelle prossime ore e decideremo come rimodulare il dispositivo nei prossimi mesi”, ha aggiunto Di Maio.