La balla di Giorgia sul Mes smontata in Parlamento. La leader di FdI prima denuncia che il Meccanismo è stato attivato e poi chiede di votare per non attivarlo

di Fausto Tranquilli
Politica

Giorgia appare sempre più fuori di melone. Non riuscendo a portare avanti alcuna azione utile neppure in piena emergenza e quindi non toccando palla, al pari di Capitan Matteo Salvini, la sorella d’Italia va avanti da settimane tra fake news e vuoti spot. Ci ha provato per l’ennesima volta pure col Mes, collezionando solo l’ennesima brutta figura a Montecitorio, che ha bocciato il suo ordine del giorno. Il Meccanismo europeo di stabilità venne analizzato favorevolmente dall’ultimo Governo di Silvio Berlusconi, di cui Giorgia Meloni faceva parte, venne approvato durante l’esecutivo di Mario Monti, sempre con i voti favorevoli del centrodestra, e poi è diventato lo strumento con cui i sovranisti provano a manganellare Giuseppe Conte.

Ma le giravolte non finiscono qui, la leader di FdI prima infatti ha detto che in Europa il ministro Roberto Gualtieri aveva dato l’ok al Mes, contro il quale Fratelli d’Italia è schierato, e poi ha chiesto alla Camera di votare un ordine del giorno per prendere l’impegno a non ricorrere al Mes, sostenendo così indirettamente che di attivato non c’è niente. Ma con populisti e sovranisti si va avanti così, con quello che è vero oggi che diventa falso domani, basta che faccia raccogliere qualche like sui social.

L’iniziativa di Fratelli d’Italia ieri è stata bocciata alla Camera. Un blitz fallito con 216 voti contrari, 119 favorevoli e un astenuto. La Meloni ha così cercato di gettare il solito fango sul Movimento 5 Stelle, affermando che ancora una volta “tradisce ed esegue gli ordini del Pd”, gongolando per sette pentastellati che hanno votato insieme alle destre. E a sostenerla è intervenuto pure Fabio Rampelli. “Incredibile, un altro voltafaccia, i seguaci di Di Maio andrebbero riforniti di detergente intimo per il lavaggio del viso. Ex stelle della politica italiana – sputa veleno il vicepresidente della Camera di FdI – ridotti a stelle cadenti che precipitano sul Mes con fragore, eccezion fatta per 7 coraggiosi che coerentemente hanno votato in modo diverso rispetto agli ordini del Pd. Non si possono prendere voti per cambiamenti rivoluzionari e poi smentirsi su tutto. Dico tutto. C’era più coerenza nei partiti della Prima Repubblica”.

Ma a rispondere è Vito Crimi, bacchettando i dissidenti: “Chi rema solo per se stesso non fa bene al movimento, serve spirito di squadra”. “Respinta la pagliacciata della Meloni – ha poi specificato il blog delle stelle – Il MoVimento si opporrà in tutte le sedi all’attivazione del Mes”. Ma come se non bastasse a fare un po’ di show ci ha pensato pure la Lega, presentando sempre sia a Montecitorio che a Palazzo Madama una mozione di sfiducia per il ministro dell’economia Roberto Gualtieri. “Denunciamo questo governo per aver condotto trattative in Europa senza la legittimazione del Parlamento – sostengono i capigruppo Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari- per avere, di fatto, già accettato come strumento il Mes: mettere a rischio il futuro del Paese, la nostra economia non può passare sotto silenzio”. E il premier Conte? Insiste nel pressing sull’Unione europea per chiudere la partita del recovery fund entro giugno e mettere i 37 miliardi del Mes in stand by.