La Bestia non morde più. Salvini in caduta libera su Facebook. La sua pagina resta la più seguita tra i politici. Ma le interazioni sono precipitate rispetto a gennaio

di Carmine Gazzanni
Politica

Sono finiti i tempi in cui Matteo Salvini, complice anche la macchina messa su dal fido Luca Morisi (a sx di Salvini nella doto), “La Bestia”, riusciva a collezionare milioni e milioni di interazioni su Facebook. Negli ultimi mesi, infatti, si sta assistendo al lento e progressivo declino della “invincibile armata” messa su dal Capitano. A dirlo, in maniera impietosa, sono i numeri che si registrano proprio sul social network più famoso del globo. La differenza è netta: prima delle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, secondo un calcolo realizzato dal giornale online Tpi, la pagina Facebook di Matteo Salvini aveva addirittura raggiunto 14 milioni di interazioni in una settimana. Ma cosa si intende per interazioni? In pratica, il numero di like, condivisioni o commenti che si registrano su ogni post. Ebbene, secondo quello stesso articolo, dopo la sconfitta in Emilia-Romagna, Salvini non è “fisiologicamente” tornato ai 10 milioni di engagement pre-elettorale cui era abituato, ma ha fatto un balzo indietro addirittura di quasi 8 milioni di interazioni, fino a toccare un livello di coinvolgimento degli utenti mai così basso da anni.

CAPITOMBOLO? Ma c’è di più. Secondo i conti fatti da La Notizia, nella settimana che va dal 25 febbraio al 2 marzo i numeri raccontano una realtà decisamente diversa: se si conta (soltanto) il numero di like, commenti e condivisioni, le interazioni sono circa 3,4 milioni. Decisamente lontani dai numeri di un tempo. Ma c’è di più: anche se contassero le visualizzazioni dei video in diretta realizzati dal Capitano (5,2 milioni circa), si arriva a 8,6 milioni. Poco più della metà dei numeri che la macchina di Salvini collezionava a inizio anno. Sarebbe interessante, a questo punto, capire le ragioni di tale involuzione. Certamente il periodo – visto il caso coronavirus – non aiuta. Ma c’è, evidentemente, qualcosa di più profondo: la retorica salviniana ha, forse, stancato. Nel momento in cui passa in secondo piano la politica del “diverso”, dello “straniero”, dei “confini”, la pagina pare proprio risentirne.

Forse non sarà soltanto un caso, ma uno dei post più commentati e cliccati non parla di proposte e di politica, ma ritrae il Capitano in Trentino con un tagliere di salumi e formaggi e un bicchiere di vino bianco. Ebbene, questo post conta oltre 86mila like. Numeri inimmaginabili quando si parla di politica. Per dire: quando Salvini il giorno dopo pubblica una foto seriosa, in giacca e cravatta con il commento “La Lega è disponibile a votare una risoluzione che permetta di sforare il deficit” in relazione all’emergenza coronavirus, riceve meno di 10mila like. Evidentemente qualcosa è sfuggito di mano nella creazione di un personaggio tanto pop, che fa quasi simpatia manco fosse un vip dello spettacolo, ma poco affidabile dal punto di vista politico.

POCHE IDEE E CONFUSE. Ma non è tutto. A non aiutare – e forse, chissà, a scoraggiare gli stessi aficionados leghisti – è stato anche l’atteggiamento ondivago avuto dal Capitano negli ultimi giorni. Verrebbe quasi da pensare che nel momento in cui c’è da fare proposte concrete, si cade nel cortocircuito delle contraddizioni. Leggere per credere: “Ascoltiamo la comunità scientifica: blindiamo, sigilliamo i nostri confini! Ne va della salute di decine di milioni di persone!”, diceva in una delle sue dirette il 21 febbraio. Sei giorni dopo il dietrofront: “Riaprire! Tutto quello che si può riaprire! Riaprire, rilanciare. Quindi aprire, aprire, aprire! Tornare a correre, tornare a lavorare!” Poche idee e confuse, insomma.

SOLDI A GO GO. Per carità: è bene precisare che quella di Salvini resta per (abbondante) distacco la pagina social più vista, cliccata tra i politici e non solo. Qualche esempio per capirci. Se il Capitano ha sfondato i 4 milioni di like, Matteo Renzi è a quota 1,1 milioni, Luigi Di Maio a 2,2 milioni, Giorgia Meloni a 1,3, Nicola Zingaretti, invece si ferma a 303 “mi piace”. Che ci sia un lavoro dietro di un team specializzato, è fuor di dubbio. Così com’è certo che c’è anche un gran “lavoro” economico. Secondo quanto risulta dalla stessa pagina sulle inserzioni di Facebook, nell’ultimo anno sulla fanpage di Salvini sono stati investiti in sponsorizzazioni ben 253.466 euro per un totale di 220 post messi in pubblicità. Non proprio briciole. Insomma, al di là delle spese e dei costi, che ci sia stato un rallentamento è certo. E probabilmente l’ha capito pure lo stesso Salvini.