La Brexit salva Renzi dalle grinfie della minoranza dem. Direzione del partito rinviata alla settimana prossima

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Rinviata a data da destinarsi la direzione del Partito democratico che era prevista per questo pomeriggio alle 15. Doveva essere la direzione della resa dei conti, quella in cui la minoranza dem era pronta a chiedere la testa del segretario, ma gli effetti della Brexit hanno fatto propendere per il rinvio. Con ogni probabilità ci sarà la prossima settimana, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari. Tra cui c’è anche chi si chiede perché non sia stata fatta prima e fissata di venerdì dopo gli ultimi disastrosi risultati delle Comunali dove non si può certo dire che il Pd se la sia cavata bene.

L’INTERVENTO DEL SEGRETARIO – Renzi aveva anticipato a La Stampa buona parte del suo intervento inizialmente previsto oggi in Direzione. “Porrò un problema che è anche di metodo. Nell’ultimo anno, infatti, il Pd è finito sui giornali soprattutto per questioni interne: ora, se qualcuno pensa che si possano conquistare voti con una costante presa di distanze dal segretario o dall’attività di governo, pensa una cosa stramba davvero”, ha spiegato Renzi al quotidiano torinese, “E’ dieci anni che il Pd discute di se stesso, della forma partito, con chi lo vuole solido e chi lo vuole liquido. Io non ho toccato nulla di quel che ho trovato, ho fatto campagna elettorale ovunque, sono tutte le domeniche alla scuola di partito… Il punto è: qual è l’alternativa al modello organizzativo attuale? Io porrò il problema in Direzione in modo molto franco. Abbiamo una rete sul territorio eccezionale: ma questa rete va usata, e non sempre avviene”. Altro problema è quello delle correnti su cui Renzi ha spiegato nell’intervista a La Stampa: “Questo partito, in passato, aveva smesso di funzionare ed era diventato ostaggio delle correnti nazionali, per cui il luogo della sintesi erano i ‘caminetti’. Dunque: finché faccio il segretario del Pd, ‘caminetti’ non se ne fanno. Volete partito delle correnti? Allora cacciate me”. Ed infine a chiudere il discorso il segretario ha parlato di gestione unitaria, “la segreteria è già unitaria”. Lasciando porte aperte al cambiamento, ma solo da parte di chi si presenta con progetti concreti. Discorso rinviato, la Brexit lo ha salvato per ora dalla resa dei conti.