La Consulta sblocca il processo Regeni: caso eccezionale, perché l’Egitto non coopera con l’Italia

Lo Stato pagherà le spese di difesa dei quattro imputati (contumaci), accusati di aver rapito e ucciso Regeni.

La Consulta sblocca il processo Regeni: caso eccezionale, perché l’Egitto non coopera con l’Italia

Il processo contro i presunti rapitori, torturatori e assassini di Giulio Regeni può riprendere. Ieri infatti la Consulta ha decretato che lo Stato può anticipare i fondi per i consulenti della difesa. Un passaggio tecnico, ma indicativo: di solito gli imputati pagano di tasca loro i consulenti e se, come nel processo Regeni, sono irreperibili, cioè il processo si svolge in “assenza”, perdono ogni diritto.

L’atto d’accusa della Consulta all’Egitto

Tuttavia in questo caso la Consulta ha riconosciuto che per Regeni si procede in assenza, in quanto la chiamata in giudizio è stata resa impossibile dalla mancata cooperazione dello Stato di appartenenza degli imputati, l’Egitto. Il che rappresenta già un bell’atto di accusa nei confronti del nostro “partner commerciale”. Un caso, definito dalla stessa Corte, “eccezionale”.

Il motivo del contendere era la traduzione dall’arabo delle testimonianze del sindacalista degli ambulanti Mohammed Abdullah Saeed, rese ad aprile e maggio del 2016 davanti all’autorità egiziana. Ora i difensori potranno nominare un traduttore di fiducia per gli atti (pagati dallo Stato, che potrà rivalersi sugli imputati se diventati nel frattempo “reperibili”).

Processo Regeni fermo dal 23 ottobre scorso

Le udienze, così, dopo la sospensione dello scorso 23 ottobre scorso, potranno riprendere davanti alla Prima sezione della Corte di Assise di Roma. Il processo, che vede imputati i quattro agenti dei servizi di sicurezza interni egiziani – il generale Tariq Sabir, e gli ufficiali Uhsam Helmi, Athar Kamel e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif – riprenderà entro febbraio e la requisitoria del Procuratore aggiunto Sergio Colaiocco è prevista per la primavera, probabilmente ad aprile.

Il ricercatore Giulio Regeni fu sequestrato a Il Cairo il 25 gennaio 2016 e ritrovato morto il 3 febbraio lungo un’autostrada.