La crisi non ferma il turnover. Sbloccate 5mila assunzioni. Così si rimpolpa la pubblica amministrazione. Obiettivo: arginare i 250mila pensionamenti

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Dopo mesi di silenzio e con la crisi di governo tutt’ora in corso, il tema del turnover nel pubblico impiego sembrava dimenticato. Eppure da ieri qualcosa sembra muoversi tanto che è stato pubblicato sul sito della Funzione pubblica il decreto, a firma del ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e del collega all’Economia Giovanni Tria, che sblocca oltre 5 mila posti in una serie di enti tra cui alcuni ministeri, l’Avvocatura generale dello Stato, le agenzie fiscali e altri.

Si tratta di una goccia nel mare ma questa infornata è ossigeno puro per contrastare lo svuotamento a cui stiamo assistendo in questi giorni, provocato da Quota 100 che a partire da questo mese viene applicato anche agli statali. Numeri alla mano, tra pensioni anticipate e non, le loro uscite sono state circa 250 mila e rimpiazzarle sarà un’operazione a dir poco titanica. Di fatto il provvedimento che ora deve essere bollinato dalla Corte dei Conti e successivamente pubblicato in Gazzetta è da considerare quasi come una misura emergenziale. Non solo. Il provvedimento, essendo basato sulle risorse dell’anno in corso e per effetto di quanto previso dalla precedente manovra, non potrà portare alla finalizzazione di alcuna assunzione prima del 15 novembre.

DETTAGLI CHE CONTANO. Insomma nemmeno la crisi di governo ha impedito l’approvazione di un decreto che non era più rimandabile. Si tratta però di un testo piuttosto complesso che mette insieme, nel tentativo di essere esaustivo e di tamponare l’emergenza, tante cose: autorizzazioni ad assumere, bandire nuovi concorsi, spostare personale, scorrere graduatorie, portare a full time dipendenti part time. Come già stabilito dalla legge Concretezza, verranno utilizzati i canali preferenziali che renderanno possibile pratiche più snelle e rapide. Nello specifico sarà possibile velocizzare gli ingressi anche attraverso la cosiddetta scia delle assunzioni, con i controlli che verranno effettuanti non più ‘ante’ ma ‘post’.

Andando a vedere i numeri, il tutto si traduce in un mega concorso per il reclutamento di 800 unità al ministero dell’Interno, a cui si aggiungono 130 prefetti e altre 877 immissioni tra selezioni nuove e già espletate. Guardando ai ministeri, spicca anche Via Venti Settembre con 411 ‘immatricolazioni’, sommando vincitori e idonei. Un concorso è previsto pure per il ministero dell’Istruzione, che tra vecchie liste e trasformazioni vedrà stabilizzazioni per centinaia. Decine poi le assunzioni che toccheranno i ministeri del Lavoro, dello Sviluppo economico o della Giustizia.

Non resta esclusa la presidenza del Consiglio dei ministri (107 posti). Massicci anche gli ingressi decisi per le agenzie fiscali, sia per le Dogane, con 628 posizioni, che per le Entrate, con 347. Tra i bandi autorizzati uno dei più pesanti interessa l’Automobil Club d’Italia: 280 tra funzionari, dirigenti, assistenti e tecnici. Questo decreto non è il primo voluto dal governo Conte e segue quelli che a luglio avevano dato l’okay a 5 mila assunzioni e altrettanti posti da mettere a concorso.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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